G7 blindato per le contestazioni
Saltano cene e incontri di gala
12:40 Lunedì 18 Settembre 2017
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La "decapitazione" di Renzi davanti alla Reggia di Venaria ha fatto scattare l'allarme. Salta la visita dei "grandi" al Politecnico e il banchetto al Castello del Valentino. Esposito (Pd) contro gli antagonisti: "Intervenga Minniti"
Sarà un programma ridotto all’osso quello del G7 di Torino. Le ultime messinscena degli antagonisti con le “decapitazioni” dei manichini di Matteo Renzi e del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, davanti alla Reggia di Venaria, dove si svolgerà il vertice dei grandi, stanno inducendo gli organizzatori a ridurre ulteriormente visite istituzionali, incontri e cene alla scoperta del capoluogo piemontese e delle sue eccellenze. Un summit sempre più blindato per il timore di incursioni da parte di associazioni, centri sociali o antagonisti di varia estrazione, molti dei quali si sono ormai riuniti da tempo sotto la bandiera di “Reset G7”, dal nome dell'assemblea alla Cavallerizza Reale di Torino, e dell’Askatasuna.
Mancano pochi giorni all’arrivo delle delegazioni di Usa, Canada, Regno Unito, Francia, Germania e Giappone (oltre, naturalmente, all’Italia) per il grande vertice su Industria, Lavoro e Scienza dal 24 al 30 settembre e mentre il programma ufficiale è ancora alle prese con gli ultimi taglia e cuci, i contestatori hanno già attivato la propria rete europea per le manifestazioni di venerdì e sabato: prima ci sarà la mobilitazione studentesca, mentre il giorno successivo la grande marcia dal quartiere Vallette fino alla Reggia dove sono attese oltre 1.500 persone tra le quali potrebbe esserci anche il vicesindaco di Torino Guido Montanari, il quale aveva annunciato l’intenzione di sfilare contro il summit internazionale. Di certo ci saranno personaggi legati al mondo dell’antagonismo provenienti da mezzo mondo, anche oltre i confini europei.
Sulla questione è intervenuto il senatore Pd Stefano Esposito, annunciando una interrogazione urgente al ministro Minniti. “Per quanto riguarda quanto sta avvenendo in funzione anti G7 all'interno della Cavallerizza, entro questa sera depositerò una interrogazione urgente al Ministro Minniti. Tra poco prenderà il via il G7 a Torino. Nella giornata di ieri gli impuniti di Askatasuna hanno iniziato, nel loro stile, la campagna contro questo appuntamento internazionale . In questo quadro si inserisce Reset G7, agglomerato di diverse sigle legate all’area antagonista, anarco-insurrezionalista e a esponenti istituzionali della sinistra massimalista, per citare le più rilevanti. Dove si incontrano per decidere le iniziative e organizzare le manifestazioni anti G7? Alla Cavallerizza occupata. Dopo lo scandalo di aver consentito negli ultimi 20 anni il consolidarsi di quel luogo di illegalità che è Askatasuna, dal 2014 si è consentita una occupazione illegale da parte di soggetti legati a forze politiche istituzionali e non, dove oltre allo svilupparsi di un circuito economico fuori da ogni controllo, si va consolidando un nucleo di soggetti con una chiara connotazione antagonista e anti istituzionale. Non entro nel merito delle recenti notizie secondo le quali l'amministrazione Appendino intenderebbe sottrarre al teatro stabile la cavallerizza per lasciarla agli occupanti. Spero
che il sindaco di Torino non voglia macchiarsi di un atto illegittimo e illegale. Al ministro Minniti chiederò che, con il coinvolgimento diretto del sindaco, valuti lo sgombero e la restituzione all’uso pubblico della struttura, evitando così che questo luogo diventi centro operativo degli anti G7”.
La situazione è delicatissima e per evitare il peggio si deve ridurre al minimo ogni occasione per esporre i “grandi” alla contestazione. Nelle settimane scorse erano già stati depennati una serie di appuntamenti, dal tour nello stabilimento della Maserati, alla cena in Fondazione Agnelli, all’inaugurazione delle nuove Ogr che aprono il 30 settembre, fino all’ipotesi di far incontrare in qualche modo i partecipanti del G7 e i ricercatori della notte bianca che l’Università fissata per il 29 settembre. E poi ancora: le cene al Museo Egizio e a Palazzo Madama, la visita all’Ilo, il Centro internazionale di formazione delle Nazioni Unite che ha il campus in riva al Po. Gli ultimi appuntamenti a saltare, secondo quanto filtra da chi sta lavorando al programma, sarebbero la visita al laboratorio di General
Electric Avio del Politecnico, che si occupa della cosiddetta manifattura additiva, e la cena al Castello del Valentino, che avrebbe dovuto sostituire quella in Fondazione Agnelli.
Una piega che sta deludendo fortemente il ministro Carlo Calenda, il quale piuttosto che una versione minimal del vertice avrebbe preferito il trasferimento a Milano. E lo stesso dicasi per gli altri ministri interessati, Valeria Fedeli (Scienza) e Poletti (Lavoro). Una sponda alle preoccupazioni della sindaca Chiara Appendino è stata finora garantita, invece, dal Viminale, che evidentemente si sta rendendo conto delle difficoltà della Città a offrire garanzie su sicurezza e ordine pubblico.
Intanto si preparano anche le forze politiche animatrici di Proxima, il contro festival promosso da Sinistra Italiana e Possibile ai Murazzi di Torino dal 26 settembre al primo ottobre. “Loro chiudono la Reggia, noi riapriamo la città” recita lo slogan. Una kermesse “politica”, dicono gli organizzatori, aperta alla cittadinanza con incontri, concerti e feste in un luogo simbolico, i Murazzi, chiusi da cinque
anni e riaperti per l’occasione dopo una lunga trattativa con Comune e Prefettura. “Abbiamo lavorato mesi a questa iniziativa nella quale crediamo molto - spiega Marco Grimaldi, segretario regionale di Sinistra Italiana -; si svolgerà seguendo tutte le norme di sicurezza richieste. Sara' l'occasione per riflettere sui temi trattati dai G7, ma in modi e con finalità molto diversi, se non opposti. Loro vogliono continuare a gestire l'economia mondiale con le elite e a servizio di pochi, noi proponiamo visioni di futuro diverse, che includono molti". Tantissimi i partecipanti che hanno confermato la loro presenza tra cui Susanna Camusso e Pippo Civati, Sergio Cofferati, Maurizio Landini, Nicola Fratoianni , Yanis Varoufakis, studiosi ed esperti italiani e stranieri.


