Caso Rostagno, pasticciaccio in Sala Rossa

Sindaco e maggioranza al lavoro per smorzare le polemiche dopo la mancata intitolazione di un ponte al giornalista torinese ucciso dalla mafia. Il Pdl: "Ci opporremo con tutte le forze"

Scende in campo anche il sindaco Piero Fassino per smorzare le polemiche legate alla mancata intitolazione di un luogo pubblico a Mauro Rostagno, sociologo e giornalista torinese ucciso dalla mafia a Lenzi di Valderice, nel Trapanese, a 46 anni. Il fatto accadde nel 1988 e oggi, a oltre 20 anni di distanza, la città aveva deciso di rendere omaggio a chi si era schierato contro la malavita organizzata. L’intitolazione di un ponte al suo nome sarebbe dovuta passare martedì in commissione toponomastica, ma l’opposizione della minoranza e qualche leggerezza procedurale hanno fatto sì che venisse bocciata la proposta.

 

Durante la commissione toponomastica, è stato il capogruppo del Pdl Andrea Tronzano a sollevare alcune perplessità all’intitolazione per via della militanza di Rostagno in Lotta Continua. A questo punto dalla maggioranza arriva la richiesta di sospendere la seduta per evitare di “impalare” un nome tanto prestigioso. Il presidente del Consiglio Comunale Giovanni Ferraris mette a votazione la proposta, e la maggioranza vota per la sospensione, ma un funzionario fa notare che serve la maggioranza qualificata per poter sospendere la seduta (interpretazione che risulterà successivamente errata, i due terzi servivano per far passare il provvedimento, non per riaggiornare la seduta). Così la sospensione non viene attuata e si procede al voto della delibera per l’intitolazione e a quel punto i voti non c’erano più.

 

Un pasticcio sia dal punto di vista politico che amministrativo. Le polemiche in breve tempo deflagrano e ora si cerca di correre ai ripari: «La storia e la memoria del nostro vissuto sono un patrimonio da difendere – dice il sindaco - Da sempre mi adopero perché nulla e nessuno venga dimenticato. E come sindaco di una città che ha segnato la storia nel Paese sento profondamente il dovere di onorare i tratti che hanno caratterizzato il sentire comune. Per questo motivo penso sia giusto ricordare Mauro Rostagno attraverso l’intitolazione di un luogo della città». Intanto la frittata è fatta e ora per rimediare è iniziata la conta per riportare in commissione il provvedimento. Il Pdl, attraverso il proprio vice coordinatore regionale Agostino Ghiglia ribadisce il proprio “no”: «Ci opporremo a qualunque tipo di intitolazione a Rostagno, affinché nessuna piazza, via o ponte di Torino porti il nome di chi, attraverso la contestazione eversiva, l'occupazione e gli scontri con forze antagoniste e soprattutto con le forze dell'ordine, riporta ai periodi bui e cupi del terrorismo e della lotta armata». Alla maggioranza manca un voto: i diplomatici sono al lavoro con Federica Schanderebech (Fli) e Ferdinando Berthier (Torino Libera).

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