Mezza Cuneo strizza l’occhio a Borgna

Nel capoluogo della Granda il candidato dell'inedita formazione moderato-riformista miete proseliti, anche tra i "poteri forti". E c'è già chi intravede il laboratorio di nuovi progetti politici

Il cantiere è ormai aperto e non sono in pochi a osservare incuriositi l'approdo di questo inedito rassemblement, moderato nel tratto politico e riformista nei contenuti programmatici, nato a Cuneo sotto la spinta dell'attuale sindaco Alberto Valmaggia. Non solo beghe locali, ma un panorama politico che potrebbe assurgere a "caso nazionale" con alcuni elementi di assoluta novità.

 

In seguito alla scoppola rimediata alle primarie, un'area significativa del Pd cittadino ha deciso di scaricare il vincitore Gigi Garelli e il proprio partito, cercando fortuna al centro dello scacchiere cittadino. Dopotutto il capoluogo della Granda è tradizionalmente territorio d'indole moderata, nel quale la Balena Bianca ha imperversato durante tutta la Prima Repubblica.

 

Di qui la rupture tra gli amministratori e i politici, in un partito - il Pd - in cui le primarie sono passate come un uragano, indebolendone profondamente la struttura, sin dalle fondamenta. Un partito che ha perso gran parte di coloro che oggi guidano la città, dal momento che con Valmaggia si sono subito schierati il suo vicesindaco Giancarlo Boselli, il compagno in giunta Guido Lerda, il presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Tassone e altri consiglieri di Palazzo Civico. In tandem con l'Udc hanno deciso di puntare su un brillante esponente della società "reale", legato al mondo produttivo e delle professioni. Federico Borgna, 38 anni, consulente finanziario e presidente dell'Unione Ciechi del Piemonte. Un esponente di quella borghesia pronta a scendere in campo, disposta a sporcarsi le mani nella amministrazione, senza la ipocrita puzzetta al naso che contraddistingue certa "società civile". Un uomo, che, a quanto pare, sta facendo proseliti in città, grazie anche alle praterie lasciate a destra dal Pdl, che ha rinunciato a candidare i suoi cavalli di razza, l'ex sottosegretario Guido Crosetto e l'attuale coordinatore provinciale Enrico Costa, affidandosi al giovane e acerbo Marco Bertone, che venerdì ha presentato lista e programma.

 

Un sondaggio, tenuto rigorosamente chiuso nei cassetti del Nazareno, quartier generale del Pd nazionale, pronostica il ballottaggio Garelli-Borgna: un risultato che assegna all'outsider maggiori chances di vittoria. Com'è facilmente prevedibile, Garelli farà il pieno dei consensi al primo turno, al contrario di Borgna che, proprio in prospettiva della seconda chiamata alle urne, potrà esercitare appieno il potenziale appeal, aggregando il voto di opinione e quello in libera uscita dalle formazioni e dai candidati sconfitti.

 

Borgna presidierà il centro, pronto a intercettare il voto di malpancisti di destra e sinistra, che nell'ultima settimana, non a caso, hanno preso a strizzargli l'occhio. Anche pezzi da novanta dell'establishment cittadino, in primis quei poteri forti che ruotano attorno alla Fondazione Crc di Ezio Falco, sembrano orientati se non a un esplicito endorsement, a un sostegno discreto ma non meno determinato. Ultima nota, di colore. Borgna, dimostrando una buona dose di autoironia, pare abbia intenzione di mutuare dal titolo di un nostro vecchio articolo (Cuneo, un candidato che guarda lontano) lo slogan per i suoi manifesti elettorali: alla faccia dei tanti parrucconi che ci avevano giudicato eccessivamente irrispettosi.

 

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