Tesoro “importuno” in Compagnia

Il Collegio sindacale del San Paolo intende impugnare la nota interpretativa del ministero che apre al terzo incarico per Polliotto e Delle Piane. Centrodestra in fibrillazione alla vigilia del voto

La Compagnia di San Paolo di Torino non ci sta. L’iniziale irritazione per il pronunciamento del ministero del Tesoro, vissuto nelle ovattate stanze di corso Vittorio Emanuele come un’indebita interferenza, potrebbe presto tramutarsi in un’iniziativa giuridica. Il collegio sindacale della fondazione avrebbe, infatti, maturato l’intenzione di impugnare quel chiarimento interpretativo della norma, violando il vincolo di un unico rinnovo del mandato dei consiglieri, indipendentemente dalla durata, come attualmente previsto dallo statuto. L’atto, a quanto si dice, fortemente  voluto dal centrodestra per consentire un terzo giro di giostra a Patrizia Polliotto, compagna del senatore pidiellino Aldo Scarabosio. Uno strappo di cui approfitterebbe anche il genovese Stefano Delle Piane.

 

Fin dall’inizio, era chiaro che la riconferma dell’avvocatessa torinese fosse ad alto rischio di ricorso. E propositi in tal senso si erano manifestati giorni fa in alcuni candidati, da Luca Olivetti a Massimo Cavino, senza dimenticare il tignoso Luigi Terzoli, promotore in passato di un’azione giudiziaria avverso alla nomina di Giuseppina De Santis che portò alla decadenza del membro designato dal Consiglio Regionale del Piemonte. A questo punto il voto di Palazzo Lascaris, previsto per la settimana entrante, potrebbe complicarsi e rendere vani gli sforzi del coordinatore regionale Pdl Enzo Ghigo nel far digerire al gruppo (spaccato tra i sostenitori dell’ex preside di Medicina Giorgio Palestro e Progett’Azione orientata sul giurista Cavino) l’indicazione “unitaria” e secca della Polliotto.

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