LE REGOLE DEL GIOCO

Un Rosatellum amaro per il Pd

Una ecatombe di parlamentari piemontesi con il sistema elettorale in discussione alla Camera: dagli attuali 21 sarebbero eletti non più di una decina. Magro bottino in tutto il Nord. Le stime di Fornaro di Mdp, contrario alla riforma

Un Rosatellum pieno di spine per il Pd in Piemonte. Dove, al pari di molte altre regioni del Nord, la nuova legge elettorale battezzata in onore del capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato rischia di provocare un’ecatombe tra le fila dem, arrivando a più che dimezzare l’attuale numero di deputati. A fronte degli attuali 21, il nuovo sistema elettorale (per un terzo maggioritario e due terzi proporzionale) porterebbe a Montecitorio non più di 10 di cui solo due nei collegi uninominali e i restanti 8 nei listini bloccati della quota proporzionale. Il quadro è a dir poco allarmante per i piddini: dai deputati uscenti con l’obiettivo di rientrare, passando per i senatori che viste le non minori difficoltà per Palazzo Madama meditano di cambiare Camera, fino alla folta schiera di aspiranti all’esordio parlamentare.

A tracciarne contorni e particolari è il senatore di Mdp Federico Fornaro in veste riconosciuta di esperto di sistemi elettorali, ai quali ha dedicato due recenti saggi Fuga dalle urne ed Elettori ed eletti, maggioritario e proporzionale nella storia d’Italia. “Sono ovviamente stime” premette Fornaro i cui calcoli sono tuttavia noti per la meticolosità da cui escono e, anche per questo, vengono presi più che in debita considerazione da coloro che l’erede del mitico Celso Ghini delle Botteghe Oscure lo hanno avuto tra le fila fino alla scissione dei bersaniani.

In base a quelle stime la variabile potrebbe risultare ancora peggiore per i dem piemontesi: “Il calcolo prudenziale nella traduzione pratica non è escluso che risulti peggiorativo per il Pd con l’esito finale di abbassare ancora il numero dei seggi della quota proporzionale”. Assai poco consolatorio per il Piemonte notare come anche in Lombardia e Veneto il Rosatellum equivarrebbe a una disfatta: da 49 a 20 nella prima regione, da 22 a 7 nella seconda.

A questi numeri da far oltrepassare l’orlo della crisi di nervi a schiere di piddini, vanno aggiunte altre cifre che il senatore mette sul tavolo delle eventualità prossime alle certezze: “Va considerata la quota fisiologica di ricambio” che già sarebbe un problema vista la presenza nell’attuale compagine di parecchi matricole parlamentari. E quella quota cui si riferisce Fornaro abbassa ulteriormente il numero degli attuali parlamentari con probabilità in più rispetto ad altri di tornare a Roma la prossima primavera: “Nel Nord tra gli attuali eletti non tornerà in Parlamento più di uno su tre”. Se sarà Rosatellum, nel Pd, fioriranno solo spine.

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