VENTO DEL NORD

“Autonomia per rilanciare il Piemonte”

Salvini ad Alessandria per battezzare il comitato promotore del referendum. "Parliamo di politica a km zero, vicina ai cittadini. Così meno sprechi e costi". Ma sulle modalità per arrivare alla consultazione popolare Gancia "corregge" il segretario Molinari

“Il nostro obiettivo è riorganizzare il Paese su base autonoma. L’autonomia riguarda la vita reale delle persone non le fake news che piacciono tanto a Renzi”. Matteo Salvini come aveva promesso durante la campagna elettorale è tornato ad Alessandria per tenere a battesimo il comitato promotore del referendum sull’autonomia del Piemonte. «Parliamo di politica “a km zero”, di meno sprechi e meno costi – ha spiegato il leader del Carroccio –. È un percorso virtuoso che contiamo di chiudere innanzitutto arrivando al governo con un centrodestra serio. Qui in Piemonte – ha osservato ancora Salvini – la partita la gioca ancora il Pd ma penso che il buon senso alla fine prevarrà. Spero che da Alessandria parta il rinascimento piemontese».

Un augurio fatto proprio anche dal segretario piemontese Riccardo Molinari: «Vogliamo che siano i piemontesi a poter decidere del proprio futuro e per farlo serve l’approvazione in tempi rapidi di una legge che permetta il referendum. Serve mobilitare l’opinione pubblica fuori dal palazzo per pungolare il presidente Chiamparino e garantirci il diritto al voto, per trattenere parte dei 10 miliardi di euro di tasse che il Piemonte regala allo Stato centrale ogni anno. Del resto i risultati del referendum di Veneto e Lombardia dello scorso 22 ottobre parlano chiaro: i cittadini vogliono esprimere la propria opinione su una questione tanto importante». Dal 2001, data dell'entrata in vigore del nuovo Titolo V della Costituzione, «nessuna Regione è riuscita a ottenere qualcosa dalle trattative previste dall'articolo 116 nei confronti dello Stato centrale – sottolinea Molinari –. Anche il Piemonte ci aveva provato nel 2004, ma si è arrivati a un nulla di fatto».

Ma è proprio sulle modalità per arrivare alla consultazione popolare che si apre una faglia all’interno della Lega piemontese. La capogruppo a Palazzo Lascaris Gianna Gancia non sembra convinta delle proposte illustrate oggi. «La strada indicata dal segretario nazionale Molinari, ovvero fare prima la legge attuativa dello statuto per lo svolgimento dei referendum consultivi e poi l’approvazione di una legge per l’indizione di un referendum, è certamente corretta – spiega la consigliera –, ma temo che il seguire questa strada possa comportare tempi molto lunghi, tempi che, come Piemonte, non possiamo permetterci dato il cammino già intrapreso da Lombardia e Veneto». Da qui il “suggerimento” di seguire l’iter contenuto nella proposta di legge «da me depositata da tempo, con cui si indice il referendum, proposta dove sono già contenute le norme di attuazione rispetto al referendum stesso, trattandosi quindi di una legge auto applicativa. Come si suol dire, prendiamo due piccioni con una fava, si vota una proposta di legge e si ottengono sia il referendum sull’autonomia che le relative norme di applicazione».

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3 Commenti

  1. avatar-4
    07:41 Giovedì 30 Novembre 2017 Paladino Piuttosto

    Piuttosto chiudiamo le regioni a statuto speciale, spendaccione e corrotte...

  2. avatar-4
    14:13 Mercoledì 29 Novembre 2017 rubatà quando ....

    non si hanno proposte per il popolo, basta essere populisti.

  3. avatar-4
    00:20 Mercoledì 29 Novembre 2017 Wlalega2015 I nuovi mostri

    Uno scontro tra due Titani della crusca, praticamente un sordo e un muto che discutono. Mi ricordano Stanlio e Ollio nostrani.

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