Sel, i moderati: “Così non va”

La minoranza del partito incontra Vendola. Sul tavolo la linea del segretario Curto e il rischio di una marginalizzazione politica. Ferrentino avverte: “No alla riedizione della Sinistra Arcobaleno"

TEMPI PASSATI Vendola con Ferrentino

In stretto politichese è definito un “incontro chiarificatore”, ma quello tra Nichi Vendola e la minoranza interna di Sel a Torino ha tanto il sapore dell’aut aut. L’appuntamento è giovedì nel quartier generale di Roma, in via Goito. All’ordine del giorno la linea politica del partito e le alleanze. Di fronte al governatore della Puglia, cui questa volta toccherà ascoltare, ci saranno l’ex segretario deposto Antonio Ferrentino, Chiara Acciarini, già sottosegretario nel secondo governo Prodi, il consigliere comunale di Torino Marco Grimaldi e l’ex consigliere regionale del Pdci Luca Robotti. Nell’ultimo congresso hanno ottenuto complessivamente il 45%.

 

Saranno tutti al cospetto del segretario nazionale per illustrare un quadro politico a loro avviso «inquietante». Sul banco degli imputati il nuovo segretario Michele Curto.  «In tutti i circoli che fanno riferimento alla maggioranza del partito Sel è fuori dalla coalizione di centrosinistra: a Caselle e Rivalta andiamo da soli, mentre ad Avigliana siamo stati addirittura estromessi dalla lista No Tav» spiega Ferrentino. I vendoliani sono in coalizione solo a Grugliasco e Chivasso «dove il segretario non ha messo becco». Accuse pesanti, nel momento in cui lo scenario politico nazionale rischia di isolare definitivamente Sel verso un ruolo sempre più marginale. «La Sinistra Arcobaleno è un’esperienza che io ho già fatto e che non mi interessa più». Come dire, se è quello l’approdo io scendo. Sul tavolo temi fondamentali per il territorio torinese come l’alta velocità - dove Ferrentino ha ritrovato un ruolo centrale, mentre il suo partito è rimasto impantanato su posizioni massimaliste, il rapporto con gli alleati nelle amministrazioni, il modo di gestire una fase politica tanto delicata. «Ritengo ci sia uno spazio enorme a sinistra del Pd, ma per una sinistra riformista, non massimalista – chiosa Ferrentino -. Non possiamo continuare a inseguire i grillini». E se le risposte non fossero quelle attese? «Ognuno prenderà le proprie decisioni».  

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