Tff: sbanca Don't Forget me, miglior film e attori

Alla fine a sbancare in questa 35ma edizione del Torino Film Festival che si chiude stasera è "Don't Forget me" di Ram Nehari con uno spaccato della complessa realtà israeliana attraverso l'amore di una ragazza anoressica e un suonatore di tuba un po' fuori di testa. E' lui a vincere il premio come miglior film e anche a portarsi a casa il premio miglior attore e attrice andati rispettivamente a Nitai Gvirtz e a Moon Shavit (premio ex aequo con Emily Beecham per il film "Daphne" di Peter Mackie Burns). Premio del pubblico invece "A' voix haute" di Stéphane De Freitas, film sul valore della parola e sul potere travolgente delle idee. Ma la giuria presieduta da Pablo Larrain assegna una menzione speciale anche a uno dei due film italiani in concorso, ovvero a "Lorello e Brunello" opera prima di Jacopo Quadri. Un documentario che segue la vita di due fratelli agricoltori legati, al di la del ritorno economico, alla loro azienda e soprattutto alla terra ereditata dai genitori che conquista anche l'ambito Premio Cipputi. Una menzione speciale va poi a "Kiss and cry" di Chloé Mahieu e Lila Pinell che guadagna anche il premio per la miglior sceneggiatura. Le due registe mettono in campo un gruppo di pattinatrici quindicenni, tra amicizie, competizioni e dominate da un sadico allenatore. Premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, infine, va a "Fabrica de nada" di Pedro Pinho, uno spaccato del Portogallo tra crisi e post-capitalismo. Questi poi gli altri premi. Per TFFdoc, miglior documentario per Internazionale.doc a M-1 di Luciano Pérez Savoy; Premio Speciale della giuria per Internazionale.doc a "Sans adieu" di Christophe Agou (Francia, 2017); per Italiana.doc, miglior documentario a "Diorama" di Demetrio Giacomelli; premio speciale della giuria a "Talien"di Elia Mouatamid. Per Italiana,corti, premio Chicca Richelmy per il miglior cortometraggio a "Ida"di Giorgia Ruggiano e il premio speciale della giuria a "Bue Screen" di Alessandro Arfuso e Riccardo Bolo. Premio Fipresci (Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica) a "The death of Stalin" di Armando Iannucci.

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