Exor: verso la semplificazione

Exor va verso una semplificazione, che passa attraverso una concentrazione del portafoglio sugli investimenti più grandi e un'uscita da quelli di minore entità.

 

È questo, secondo quanto MF-Milano Finanza ha potuto appurare, il succo della lettera agli azionisti che i presidente della holding torinese, John Elkann, invierà oggi ai soci della capogruppo di casa Agnelli. Secondo Elkann, infatti, il futuro di Exor dovrà necessariamente passare attraverso una razionalizzazione dell'attuale portafoglio investimenti. In particolare, il nipote dell'Avvocato spiegherà che Exor dovrà ridurre le partecipazioni minori per concentrarsi sui grandi investimenti già in portafoglio. Si tratterà insomma di accelerare quel processo di razionalizzazione iniziato nei mesi scorsi con la decisione di cedere Alpitour e che potrebbe prevedere novità concrete già nelle prossime settimane.

 

Il primo passo potrebbe, infatti, arrivare a fine mese, quando è in programma la quotazione alla borsa di San Paolo di Btg Pactual, una banca d'affari definita dallo stesso Elkann "la Goldman Sachs del Brasile". L'investment bank brasiliana ha già fissato il prezzo dell'ipo tra 28,75 e 33,75 real (15,74 e 18,48 dollari). Tale prezzo potrebbe proiettare il valore del 100% della società a circa 14,8 miliardi di dollari (11,3 miliardi di euro), facendo diventare la banca una delle venti maggiori aziende quotate in Brasile per capitalizzazione. Soprattutto però, pensano a Torino, consentirebbe a Exor di incassare una lauta plusvalenza. A tali prezzi, infatti, lo 0,26% in mano alla holding di casa Agnelli avrebbe un valore di circa 38,5 milioni di dollari e ciò garantirebbe un guadagno netto di circa 13,5 milioni rispetto all'investimento di 25 milioni di dollari con cui Exor entrò nel capitale della banca paulistana nel 2010.

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