Nomine Agenzia, Pd in subbuglio
11:10 Giovedì 12 Aprile 2012Lo Russo vuole portare lunedì il provvedimento in Sala Rossa, ma ha la maggioranza del gruppo contro. Gentile resta il favorito. Intanto la politica è riuscita finalmente a piazzare Cuntrò
Volano parole grosse nella pattuglia democratica del Comune di Torino, che torna a spaccarsi sulle modifiche al regolamento e le nomine all’Agenzia dei servizi pubblici. Ieri, durante la riunione del gruppo, sono volati gli stracci e c’è chi racconta di insulti tra Domenico Mangone e Michele Paolino. Al centro della contesa la decisione del capogruppo Stefano Lo Russo e del suo vice, Paolino appunto, di forzare le tappe e presentare già lunedì in Consiglio le modifiche statutarie dell’Agenzia che permettano ai capigruppo di poter nominare i nuovi vertici senza passare dalle forche caudine di un voto segreto in Sala Rossa.
L’asse tra i due si fonderebbe su un accordo teso a promuovere sulla poltrona di presidente Lorenzo Gentile (foto sotto con Lo Russo) nell’assemblea cittadina alla scorsa tornata, e confermare nel cda Susanna Fucini, sodale politica di Paolino nella corrente che fa riferimento a Rosi Bindi. Anche perché ormai, l’altro disoccupato di lusso della politica subalpina, Gioacchino Cuntrò, ex segretario torinese del Pd pluritrombato prima alle regionali poi alle comunali, sembra aver finalmente trovato casa alla Musinet, società del gruppo Sitaf presieduta dal gran visir di Piero Fassino, Giancarlo Quagliotti.
Logiche da spoil system, il merito non centra. E non perché i prescelti della politica non siano meritevoli, semplicemente perché i curricula non sono mai stati una discriminante. Se lo fossero sarebbero altri i nomi presi in esame, leggi ad esempio il professore universitario Giuseppe Mastruzzo, dal 2008 direttore dell’International University College (Iuc) of Turin, che ha presentato le sue referenze assieme a una lettera di accompagnamento del professor Stefano Rodotà. Uno che si occupa di servizi pubblici da 40 anni. A quanto è dato sapere allo Spiffero, però, il prof non ha padrini casalinghi e il suo nome non è mai stato pronunciato, nonostante più d’un consigliere ieri abbia pontificato sulla necessità di “entrare nel merito”.
Un atteggiamento che ha indispettito gran parte del gruppo Pd, tanto che sarebbe particolarmente nutrita l’area decisa a dare battaglia: si tratta dei garigliani di ferro Marco Muzzarelli, Guido Alunno e Domenico Mangone, ma anche Gianni Ventura e Domenica Genisio, cui si aggiungono le perplessità dell’ultim’ora di Nomis Fosca e Domenico Carretta. E dire che alla riunione di ieri mancavano Roberto Tricarico e Marta Levi, non certo due alleati del tandem Lo Russo-Paolino. L’atmosfera è tesissima, tanto che un consigliere ammette: “Se la portano in consiglio lunedì se la votano coi voti dell’opposizione, tanto Lo Russo va più d’accordo con Tronzano (capogruppo Pdl, ndr) che con i suoi”.



