Artigiani: schiacciati da tasse e burocrazia

Allarme al governo: pressione fiscale insostenibile e ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione. Marcato pessimismo sul futuro di migliaia di piccole imprese. Banche latitanti

Riduzione della pressione fiscale ed alleggerimento del carico di burocrazia «che costringe a sacrificare 60 giorni all’anno per il disbrigo di pratiche amministrative». È quanto chiede il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Giorgio Felici al Governo per far sì che le imprese «possano continuare a fronteggiare l’emergenza crisi». La seconda indagine congiunturale dell'associazione datoriale evidenzia ancora un «marcato pessimismo» ma anche «una tenuta per quanto riguarda la volontà della categoria di continuare a fare la propria parte».

 

Si riduce il saldo negativo riguardante l’andamento occupazionale, passando dal -6,7% al -6,1%; mentre si accentua la negatività del saldo della produzione totale, che passa dal -31,06% al -32,57%. Peggiora anche il dato relativo ai nuovi ordini: -38,39% rispetto al -38,19% del trimestre scorso; migliorano le stime del carnet ordini superiori ai tre mesi, dal 6,76% al 7,16%.Scende il numero di chi prevede incassi regolari, dal 43,71% al 41,83% ed aumentano le previsioni di ritardi, dal 52,45% al 53,39%. Tra i temi da affrontare con urgenza, sottolinea ancora il presidente di Confartigianato Felici vi è, quindi, quello dell’accesso al credito e del forte ritardo dei pagamenti della Pubblica Amministrazione «che costituisce una delle principali cause di mancanza di liquidità delle imprese artigiane».

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