Vco, parte la secessione dal Piemonte
16:26 Martedì 16 Gennaio 2018 1Primo obiettivo raggiunto: consegnate le oltre 5.200 firme della petizione per indire il referendum. Ma per l’annessione alla Lombardia occorre raggiungere il quorum, un accordo tra le Regioni e una legge del parlamento. Campa "cavillo"
Sono 5.288 le firme consegnate oggi al presidente della Provincia di Verbania, Stefano Costa, per chiedere l’annessione del territorio piemontese alla Lombardia. A raccoglierle il Comitato promosso, tra gli altri, dall’ex senatore Valter Zanetta. La richiesta verrà ora discussa dall’assemblea io
provinciale. I passaggi successivi saranno la pronuncia di ammissibilità da parte della Cassazione e, poi, una legge che il Parlamento dovrà votare. “Abbiamo fatto tutto in tempi rapidi e prima delle elezioni politiche, evitando così la campagna elettorale”, sottolinea Zanetta. “Se tutto filerà liscio potremo anche abbinare il voto per la Regione, nel 2019, a quello per il referendum pro Lombardia, riducendo i costi”, aggiunge il consigliere provinciale Luigi Spadone. “Queste firme hanno finalmente svegliato il presidente Chiamparino che ora chiede autonomia per il Piemonte e una macroregione del Nord - conclude l’ex consigliere provinciale Mauro Bardaglio -. Noi abbiamo anticipato i tempi e lo abbiamo costretto a muoversi”.
Il sogno “secessionista” ritorna ciclicamente, almeno a partire dal 2012, quando a farsi portavoce dell’ipotesi era stato Diego Sozzani, allora presidente della Provincia di Novara e oggi consigliere regionale di Forza Italia. E poi ancora nel 2014, con Alberto Preioni, vicepresidente della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Non se n’era fatto nulla, ma le aspirazioni “lumbard” della punta del Piemonte non si sono del tutto sopite. Anzi, i recenti sviluppi autonomisti di Lombardia e Veneto hanno ringalluzzito le velleità di chi ritiene di non aver molto da spartire con Torino. Le ragioni addotte per motivare l’addio al Piemonte sono storiche, culturali ed economiche. Fra Verbania e Novara la parlata è più lombarda che piemontese, anche perché fino a un paio di secoli fa quell’area era parte del Lombardo-Veneto. Inoltre, Torino è lontana fisicamente e mal collegata, mentre a Milano si arriva in tre quarti d’ora. Ma soprattutto ci sono ragioni economiche. La Lombardia concede alla provincia di Sondrio, simile per conformazione a Verbania, agevolazioni superiori a quelle piemontesi. Un esempio? I canoni idrici: nel Vco vorrebbero 18 milioni, ma il Piemonte li nega. Poi ci sono l’addizionale Irpef lombarda (più bassa in Lombardia) e le agevolazioni sulla benzina per le zone frontaliere, inferiori in Piemonte rispetto ai “vicini”. Peraltro, la Provincia di Verbania finanziariamente è mal messa, e sul bilancio pesano come un macigno i costi per la manutenzione delle strade, che in un’area montuosa incidono moltissimo.
A fine 2017 una delegazione ha incontrato il governatore lombardo Roberto Maroni che si è dimostrato molto accogliente. Un comportamento che è stato interpretato più come uno sgarbo dell’inquilino del Pirellone al collega Sergio Chiamparino che come un reale segnale di interesse, anche se non si può mai dire. Dal punto di vista produttivo, il “gioiello” con cui si punta è la sponda ovest del Lago Maggiore, che passando armi e bagagli alla Lombardia porterebbe in dote un patrimonio turistico non indifferente.



