TRAVAGLI DEMOCRATICI

“Sicuro è morto” e il Pd non sta tanto bene

Il gioco delle coppie sui listini, unici posti con elezione garantita. Ipotesi: Gentiloni-Bragantini e Rossomando-Portas. Fassino capolista al Senato, ma attende la deroga. Le "grane" Mattiello, Marino e Lepri. Gariglio vuole scippare il collegio a Giorgis

“Gli spazi si riducono, deputati e senatori uscenti non saranno tutti riportati nel Parlamento, anche perché   – ha detto Matteo Renzi in Direzione nazionale – un partito non si può riproporre con gli stessi volti”. Anche per questo, ma soprattutto perché i posti da occupare a Montecitorio e Palazzo Madama saranno in numero decisamente, drammaticamente, inferiore a quello su cui il Pd ha potuto contare nella legislatura appena conclusa, la questione delle deroghe per deputati e senatori così come per i consiglieri regionali è accantonata, rinviata al momento della definizione della liste e dei collegi. L’unico via libera è per i ministri: persino il “padre nobile” Piero Fassino dovrà attendere fine mese la dispensa (pressoché certa).

L’ex sindaco di Torino, secondo lo schema che trapela pur tra mille incertezze e con i nomi ancora scritti sulla sabbia, sarà il capolista al Senato nel Piemonte 1, in ticket con le deputata orlandiana uscente Anna Rossomando. Sempre secondo rumors che rimbalzano in queste ore dalla Capitale, quando il messaggio sull’impossibilità per i livelli provinciali e regionali di toccare palla su liste e collegi è arrivato forte e chiaro dal Nazareno (“nessun passaggio formale negli organismi locali”), l’altro listino del Senato vedrebbe, nell’alternanza di genere, al secondo posto il sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba con la casella riservata alla donna ancora da riempire e nella quale, secondo altre indiscrezioni circolate nei giorni scorsi a margine dei primi ragionamenti nelle stanze romane potrebbe essere coperta dalla deputata uscente Cristina Bargero.

Per quanto riguarda la Camera se Paolo Gentiloni è confermato nel proporzionale del capoluogo come più volte annunciato a cambiare sarebbe la casella del secondo posto: non più Silvia Fregolent, che andrebbe a fare la capolista nel collegio che comprende la provincia, seguita dal leader dei Moderati Mimmo Portas, bensì in tandem con il premier ci sarebbe Paola Bragantini. L’orfiniana Chiara Gribaudo è data capolista nel listino di Alessandria-Asti-Cuneo in accoppiata al senatore uscente alessandrino Daniele Borioli che, se venisse confermato in questa posizione, sancirebbe l’uscita di scena dell’annunciato candidato (amico) di Oscar Farinetti, il vignaiolo Valter Massa.

Paracadutato nel Nord della regione il tesoriere Francesco Bonifazi, numero uno nel collegio Vercelli-Biella-Novara-Vco seguito dalla sottosegretaria Franca Biondelli. In questo caso, con l’arrivo di Bonifazi – peraltro già eletto la scorsa volta in Piemonte dove le sue presenze, salvo il recente viaggio in treno con Renzi, sono state frequenti al pari delle nevicate in agosto – toglierebbe ogni speranza di finire nel proporzionale a Enrico Borghi, il quale probabilmente dovrà correre nel collegio, che non è certo tra quelli favoriti, anzi.

Situazione ancor più complicata nei collegi: quelli in cui il Pd può giocarsela sono praticamente tutti (e pochi) a Torino e nel suo hinterland. Quello che raccoglie i residenti del centro del capoluogo è ambito dal segretario regionale Davide Gariglio, ma risulta opzionato in maniera decisa per il deputato uscente Andrea Giorgis (area Cuperlo) sostenuto da Sergio Chiamparino. Scalzare il giurista torinese, apprezzato e stimato al di là dei perimetri correntizi di partito, potrebbe rappresentare per Gariglio un passo falso, un brutto segnale verso quel mondo intellettuale e universitario sempre più distante (e diffidente).

Non pochi gli uscenti in cerca di un posto: da Mauro Marino, il senatore ex bindiano, vicepresidente della Commissione sulle banche, che il segretario regionale avrebbe visto bene a Moncalieri, ma dove il Pd locale ha manifestato la preferenza verso una candidatura del “territorio”, passando per Antonio Boccuzzi che, al netto della sua (deludente) attività parlamentare, resta pur sempre un simbolo della tragedia della Thyssen e forse l’unico (ex) operaio nelle liste del Pd. Difficoltà in vista per la senatrice Magda Zanoni, relatrice della legge di bilancio, secondo voci romane finita sul taccuino nero di Matte Orfini: per lei la battaglia sarà durissima e dall’esito altrettanto incerto nel collegio di Pinerolo. Neppure facile quello del Canavese per Francesca Bonomo, mentre più in discesa la strada per Umberto D’Ottavio a Collegno, pur dovendo anch’egli fare i conti con l’erosione che arriverà da Liberi e Uguali. Collegio senatoriale sui binari del prolungamento della metro nella cintura ovest per Stefano Esposito.

Referente dell’area che fa capo al ministro Graziano Delrio, il senatore Stefano Lepri è anch’egli tra coloro che stan sospesi. Stessa sorte per l’ex ministro Cesare Damiano. Seppur forte di endorsement “pesanti” (di don Luigi Ciotti e Gian Carlo Caselli) è in bilico Davide Mattiello. Collocazione incerta per il casalese Fabio Lavagno, passato insieme a Gennaro Migliore da Sel al Pd poco dopo l’inizio della legislatura: per alcuni potrebbe rappresentare proprio in virtù delle sue origini una sorta di diga sul fianco sinistro. Destino incerto quello dell’assessora regionale al Lavoro Gianna Pentenero. Collocata nella minoranza del partito, assai vicina se non organica all’area di Andrea Orlando, sarebbe però debolmente sostenuta dal Guardasigilli che pare abbia detto chiaro e tondo che non ha intenzione di prendersela in quota (“Una vicenda locale”).

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4 Commenti

  1. avatar-4
    14:49 Giovedì 18 Gennaio 2018 unverocittadinoqualsiasi ma li avete mai visti costoro?

    ma ricordo decenni fa questi personaggi ancora imberbi nei mercati tra la gente ora? nei salotti o in via masserano a pregare per avere ancora 5 anni no stipendio. Che tristezza Giorgis compreso che ha la loquacità pari ad un mimo del Circo di Moira!

  2. avatar-4
    10:23 Giovedì 18 Gennaio 2018 Pacioc A parte.....

    ...Andrea Giorgis, il resto è tutto da buttare. Sarebbe utile sapere cosa hanno combinato per il paese (p minuscola non a caso) e il Piemonte tutti gli uscenti. Lepri (ed Esposito), erano perfin assenti alla votazione per lo ius soli in....vergogna. Posto sempre garantito pure a loro?

  3. avatar-4
    10:05 Giovedì 18 Gennaio 2018 paull Povero PD

    Sentire i soliti nomi a caccia della poltroncina (qualcuno "forte di endorsement pesanti" da parte di un sacerdote...) fa tanta tristezza. Povero Pd che riposi in pace.

  4. avatar-4
    09:15 Giovedì 18 Gennaio 2018 Damos Ombre e fantasmi ...

    Nomi, nomi, fantasmi che si rincorrono ansiosi di una poltrona , senza idee e senza seguito sul territorio . Per fortuna, il 5 marzo spariranno dalla nostra vista e dai nostri ricordi ed il PD sarà un ricordo di un doloroso passato .

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