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Torino ultimo fortino Pd nel Piemonte verdazzurro

Forza Italia e Lega fanno incetta di collegi in tutta la regione. Il capoluogo enclave del centrosinistra. Ai Cinquestelle un solo seggio. Il sondaggio segreto e “apocrifo” sul voto uninominale alla Camera. Da prendere con le molle

Torino città al centrosinistra, il resto del Piemonte si tinge d’azzurro. Una sola macchiolina gialla nel collegio di Collegno. È questa la mappa elettorale che emerge da una rilevazione “segreta” attribuita a Euromedia Research di Alessandra Ghisleri, sondaggista di fiducia di Silvio Berlusconi, e pubblicata sul Tempo. Un quadro chissà quanto verosimile, ancorché disconosciuto dalla diretta interessata, che ha negato di aver svolto quella ricerca, ma che è utile per orientarsi tra collegi sicuri, contendibili e persi secondo la classificazione che stanno adottando in queste ore tutti i partiti per assegnarli a un candidato. Le cifre si riferiscono ai soli collegi della Camera

In Piemonte, almeno secondo questi dati, il capoluogo tornerebbe in mano al Pd e i suoi alleati, dopo la batosta alle comunali, con distacchi sempre superiori ai 2 punti percentuali. Si va dal 32 per cento registrato dal centrosinistra nel collegio di Torino Nord (quartieri Aurora e Barriera di Milano) al 35,3 registrato nella periferia a Sud (Santa Rita e Mirafiori). Ma le buone notizie per Matteo Renzi e compagni finiscono qui. In tutto l’hinterland torinese è in vantaggio il centrodestra, con distacchi che arrivano fino ai 15 punti a Ivrea, dove nel Pd è scoppiata la faida per le candidature alle prossime amministrative, con l’addio di Elisabetta Ballurio. Fuori dalla provincia di Torino il distacco diventa ancor più marcato con la coalizione formata da Forza Italia, Lega, FdI e Noi per l’Italia che raggiunge addirittura il 50 per cento a Cuneo, Alba e Verbania. Unica sorpresa a Collegno, il collegio diventato simbolo del pasticcio democratico con l’esclusione (a ieri) di Stefano Esposito al Senato per far posto a un Radicale, con tanto di sollevazione di amministratori e sindaci locali: ebbene quel collegio a oggi premierebbe il Movimento 5 stelle, seppur di pochissimo (+0,6%) in vantaggio rispetto al centrosinistra.

A livello nazionale le tabelle assegnano al centrodestra 151 collegi, che sommati ai 155 che gli verrebbero attribuiti attraverso la quota proporzionale, porterebbe i berluscones a sfiorare la quota di 316 deputati necessari (almeno sulla carta) per poter contare su una maggioranza in grado di dare la fiducia a un governo verde-azzurro. Decisamente più indietro gli altri due poli con il centrosinistra che otterrebbe appena 35 collegi e il M5s 45.

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