ELEZIONI

Il Pd inciampa sui moduli, candidato a rischio

Sospesa la candidatura di Alberto Avetta, in corsa nel collegio senatoriale del Canavese. Per la Corte d'Appello la documentazione presenta irregolarità formali. Dopo il pasticcio delle firme alle Regionali l'ennesima figuraccia

Questa volta non c’era neanche da raccogliere le firme. Bastava compilare un modulo. Eppure il Pd ha trovato il modo di complicarsi la vita. Il panico è scoppiato poco dopo l’ora di pranzo, quando la Corte d'Appello ha sospeso la candidatura di Alberto Avetta, presidente dell'Anci Piemonte, in corsa nel collegio senatoriale di Settimo Torinese e del Canavese, per un errore formale nella compilazione del modulo. “Il motivo della ricusazione, da parte dell’ufficio elettorale presso il Tribunale di Torino, è la mancata specificazione per esteso della carica del pubblico ufficiale autenticatore – si legge in una nota del Pd –. Un errore che secondo i legali è sanabile ai sensi delle leggi vigenti”. Un ottimismo che confligge con la tensione che si è respirata per tutta la giornata in via Masserano da quando è scattato l'allarme. Sul banco degli imputati sono finiti il segretario della Federazione di Torino Mimmo Carretta - l'unico consigliere comunale, oltre a Claudio Lubatti ad aver dato la propria disponibilità ad autenticare le candidature - e Gianni Ardissone, il responsabile della struttura organizzativa del Pd che aveva predisposto i moduli, oltre a essere stato indicato come presentatore del faldone relativo alle liste del Senato, quello in cui è emersa l'irregolarità.  E pensare che una volta la macchina elettorale e organizzativa era un fiore all’occhiello del partito.

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