VOTO AL VELENO

Forza Silvio contro Forza Italia

Centrodestra in ebollizione nel Vco. I berlusconiani di Verbania contestano la candidatura alla Camera della Cristina, mentre la capogruppo in Comune della Lega si "autosospende" dal partito criticando l'imposizione di Montani

Tra dimissioni, autosospensioni e minacce di ammutinamento, nell’ultima provincia dell’impero berlusconiano la sollevazione è a un passo e rischia di pregiudicare il successo in un collegio che i sondaggi continuano a considerare blindato. Da Forza Italia alla Lega, gli amministratori del Vco preparano la sollevazione. Vecchi rancori personali, liti mai sanate e un po’ di legittima delusione per chi, probabilmente, s’aspettava un maggiore coinvolgimento nelle scelte dei candidati per le prossime politiche sono gli ingredienti di un preparato che potrebbe rivelarsi esplosivo. La prima avvisaglia si è manifestata sottoforma di lettera che tre consiglieri comunali – Adrian Chifu, Michael Immovilli – l’ex consigliere Antonio Tambolla e il presidente del club Forza Silvio di Verbania, Francesco Sartori, hanno inoltrato al partito nazionale per chiedere la non candidatura di Mirella Cristina in quel collegio.

Un appello che a giudicare dall’esito delle trattative sui nomi da presentare non ha sortito l’effetto sperato. La Cristina, infatti, che dal 2015 ricopre il ruolo di commissario di Forza Italia a Verbania, non solo è stata designata sul collegio uninominale alla Camera, ma è pure stata inserita (per sicurezza) nel listino bloccato. Così il partito resta spaccato con il rischio più che concreto di un disimpegno dei principali portatori di voti in quel territorio. Una faglia aperta subito dopo le amministrative del 2014 in cui dopo essere stata sconfitta al ballottaggio da Silvia Marchionini (Pd), la Cristina si ritrova pure in minoranza nel suo gruppo in cui Chifu e Immovilli la isolano. Il segretario regionale Gilberto Pichetto, però, riconosce lei come referente di Forza Italia in aula, mette nelle sue mani il simbolo e costringe gli altri due a costituire una formazione apocrifa rimasta nell’alveo dell’opposizione e contestualmente hanno aderito al locale club Forza Silvio.   

Anche nella Lega le acque sono piuttosto agitate. In questo caso il nome attorno al quale si consuma la disputa è quello di Enrico Montani, candidato da di Matteo Salvini per il Senato. Stefania Minore, capogruppo della Lega a Verbania (dopo essere stata eletta con il Movimento 5 stelle) si è infatti autosospesa dal partito per protesta. “La Lega alla quale ho aderito tre anni fa - spiega Stefania Minore - non è quella che è diventata ora. Si è ritenuto di candidare alcune persone inopportune e imbarazzanti per il territorio, lo dimostra il nome di Montani inserito nel listino al Senato, un posto sicuro che non si merita”. Da qui la decisione di “prendersi un momento di riflessione” con l’autosospensione dal partito (mica dall’incarico in comune). La Minore, in questo modo, conferma la sua vicinanza con l’ex consigliere regionale Roberto De Magistris, da sempre in posizione “dialettica” rispetto a Montani.

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