POTERE & POLTRONE

Profumo punta all’authority (e a piazzare Firpo)

Il presidente della Compagnia di San Paolo aspira a guidare l’Autorità per l’energia e, in asse con Calenda, vuole nominare il giovane dirigente del Mise segretario generale della fondazione. Manovre sotto gli occhi, non disinteressati, della Mattioli

“Prenda il numerino e si metta in coda”. Smentendo le voci che danno per cosa fatta la designazione di Stefano Firpo quale successore di Piero Gastaldo alla guida operativa della Compagnia di San Paolo, i due consiglieri interpellati dallo Spiffero invitano alla prudenza. È vero che la nomina non passerà attraverso un bando, ma ciò non significa che la selezione avvenga nel segreto delle stanze di corso Vittorio Emanuele. I giochi, insomma, non sono affatto conclusi e la partita è più che mai aperta, “anche perché prima di procedere all’indicazione del nome – spiegano – occorre definire il profilo del segretario generale, delle sue competenze gestionali ma anche del grado di conoscenza del territorio nel quale opera l’ente”.

Di certo, a non aver cambiato idea sul giovane economista torinese e a continuare a vederlo come la migliore soluzione per subentrare, dopo quindici anni di gestione, a Gastaldo è il presidente della fondazione, Francesco Profumo. Ma, si sa, i rumors non sempre sono del tutto benevoli e così non manca chi, oggi più di ieri, offre una lettura più ampia e in controluce delle manovre di Profumo. Non sarebbe solo il curriculum professionale di Firpo e la sincera convinzione sulle sue capacità a rivestire il ruolo a indurre Profumo a puntare tutte le carte sul giovane boiardo: in qualche modo a pesare sarebbe proprio il suo ruolo rilevante al dicastero retto da Carlo Calenda. Lo stesso cui spetta proporre i nomi dei vertici dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, proposta che poi deve essere avvallata con il parere vincolante dei due terzi di componenti delle commissioni parlamentari competenti. Ma cosa c’entra l’Arera (questo l’acronimo dell’authority) con la Compagnia di San Paolo? Nulla, se non si desse conto dello scenario che secondo alcuni vedrebbe proprio l’attuale numero uno della potentissima fondazione non poco attratto dall’ipotesi di essere lui a guidare, per i prossimi sette anni, l’organismo indipendente di regolazione su una delle materie più importanti e strategiche del Paese, qual è appunto l’energia. E materia non certo lontana dal percorso accademico e professionale dell’ex rettore del Politecnico, già ministro, in passato presidente del Cnr e, pure, per anni alla testa del colosso Iren.

Insomma Profumo, per succedere a Guido Bortoni il cui mandato è già scaduto lo scorso 11 febbraio e prorogato per 60 giorni avrebbe tutte le carte in regola, anche se non mancherebbero altri aspiranti, incominciando dal presidente di Enea Federico Testa, le cui azioni sarebbero tuttavia in ribasso causa la sua catalogazione ritenuta troppo renziana, cosa di questi tempi lontana dall’essere un atout. Un settennato, quello che si prospetterebbe per lui nell’Autorità per l’energia che, a detta dei nostri insider, potrebbe indurlo a più di una riflessione, nel caso, sul prosieguo al vertice della Compagnia. Guardando alla quale, la prospettiva già di per sé intrigante, si arricchirebbe ulteriormente con l’affacciarsi di un altro nome noto. Quello dell’attuale numero due di Profumo: Licia Mattioli, una dei vicepresidenti nazionali di Confindustria,

Nel caso l’ex ministro, piazzato al vertice della Compagnia da Piero Fassino poco prima di essere costretto a traslocare da Palazzo di Città, lasciasse l’attuale poltrona per quella ancora per poco occupata da Bortoni, potrebbe seguire la strada tracciata in passato da Sergio Chiamparino e Luca Remmert. Quest’ultimo era il vice dell’attuale governatore quando il Chiampa si dimise proprio per imboccare la strada verso piazza Castello. Non ci fu bisogno, per il consiglio della fondazione, di cercare al di fuori il nome del successore. Così come potrebbe accadere per la Mattioli, tra l’altro molto vicina alle posizioni del titolare del Mise, dove ai piani alti lavora Firpo (dopo essere stato segretario di Enrico Salza e poi attaché di Corrado Passera).

Nomi e caselle di un risiko che se giocato bene potrebbe fare contenti molti, se non tutti. Certo, pur dando per assai probabile lo schema, le variabili non mancano: incominciando dalla decisione se attendere il nuovo governo per la nomina del nuovo vertice dell’authority per l’energia (ipotesi non esclusa essendo previsto il passaggio parlamentare) oppure procedere alla scadenza della proroga con, molto probabilmente, ancora in carica l’attuale esecutivo. Dove non pare esserci ormai incertezza è l’iter per la nomina del successore di Gastaldo alla segreteria generale della Compagnia: il nome dovrà essere scelto prima dell’approvazione del bilancio 2017, a fine aprile, quando l’attuale grand commis lascerà dopo quindici anni una delle poltrone più importanti e ambite.

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