RETROSCENA

Tajani incorona Cirio, Salvini lancia Molinari

Il politico albese incassa l’endorsement del presidente del parlamento europeo, fresco di investitura a premier: “Verrò a salutare il nostro candidato alla presidenza della Regione”. Ma il leader della Lega ha in testa il suo luogotenente in Piemonte

“La prossima volta che verrò in Piemonte mi auguro di poter salutare il candidato alla presidenza della Regione”. A buon intenditor poche parole e quelle di Antonio Tajani inviate ad Albero Cirio non possono che essere intese, innanzitutto proprio dall’europarlamentare di Alba, come un ulteriore e rilevante endorsement nei suoi confronti dal presidente del Parlamento europeo che ieri, obtorto collo, ha accettato la richiesta di Silvio Berlusconi per la guida di un futuribile governo di centrodestra. Un attestato il suo, se si vuole, decisamente ancor più esplicito dell’investitura ricevuta nelle settimane scorse dallo stesso Cavaliere, ma in qualche modo affievolita da quel “grandi progetti per te”, frase con cui aveva tranquillizzato Cirio dopo il veto alle candidature di europarlamentari azzurri che gli aveva precluso la strada verso un seggio sicuro a Roma.

Quello che si sarebbe potuto fermare a un cortese messaggio in risposta a una foto dei sindaci del Cuneese inviata dall’europarlamentare al presidente dell’assemblea di Strasburgo, conferma invece l’asse forte da tempo tra Cirio e Tajani. Per dirla tutta, non facendo finta di non vedere tensioni e trame interne al partito, se fosse partito da Mariastella Gelmini, quel messaggio si sarebbe forse limitato a uno striminzito grazie. Che la parlamentare lombarda, voce ascoltata nell’inner circle di Arcore, non straveda (per usare un eufemismo) per Cirio è cosa nota. Come lo è il fatto che caldeggi da tempo la candidatura per le regionali dell’anno prossimo della futura deputata e attuale consigliera a Palazzo Lascaris, Claudia Porchietto.

Il sostegno di Tajani a Cirio è arrivato poco prima che il nome dell’attuale presidente dell’Europarlamento fosse formalizzato come quello del candidato di Forza Italia nel caso di vittoria del centrodestra. Non è certo poca cosa per l’ex assessore regionale che del Piemonte aspira a diventare il presidente. Ma che probabilmente dovrà vedersela con un competitor esterno al suo partito, nell’ambito del quale pareva essere ristretta la battaglia per l’investitura. La novità che circola in questi ultimi giorni a ridosso del voto, scombussola schemi che parevano definiti e raggela Forza Italia ha un nome e un cognome: Riccardo Molinari.

Il segretario piemontese della Lega, sicuro deputato, è dato da molti come possibile candidato alla presidenza della Regione e ambienti vicini a Matteo Salvini ammettono come nei piani del Capitano ci sia anche la guida dell’ultima regione del Nord ad essere oggi governata dal centrosinistra. E il nome in testa al numero uno di via Bellerio è quello del suo luogotenente in Piemonte. Così, mentre Cirio nello stesso tour che da giorni sta facendo a sostegno di tutti i candidati di Forza Italia in vista del voto di domenica prossima, sembra impegnato in una sorta di giro di riscaldamento, un allenamento, in vista di ciò che si accingerebbe a fare tra un po’ di mesi, dal Carroccio potrebbe arrivare un ostacolo per molti aspetti inatteso.

La Lega, insomma, resta più di un’incognita rispetto a come si muoverà, dopo il risultato di domenica prossima, sul fronte delle elezioni che attendono il Piemonte nella primavera del 2019. Il temuto (da Forza Italia) sorpasso del Carroccio alle politiche potrebbe rimettere in discussione molte cose, compreso il patto non scritto della spartizione delle Regioni del Nord. Che Salvini, magari sull’onda del successo alle urne, forzi la mano e dopo la Lombardia e il Veneto (sia pure con Luca Zaia su posizioni più autonome rispetto al leader) provi a prendersi anche la guida del Piemonte è cosa da mettere in conto dalle parti di Forza Italia.

Cirio dal canto suo (e non potrebbe fare diversamente) rafforza l’immagine di sé come quella del futuro candidato. E appare, infatti, una sorta di portarsi avanti col lavoro, l’ecumenico e metodico partecipare a quasi tutti gli eventi nelle varie province da parte del politico langarolo. La sua pagina facebook è un album in continuo aggiornamento di foto con i candidati, senza per questo tralasciare l’altrettanto certosino lavoro di accoglienza in quel di Bruxelles o Strasburgo di delegazioni di amministratori locali. Strizza l’occhio, pure lui, all’italianità sia pure ribaltando la frase, ma non il senso, ormai un refrain per Lega e Fratelli d’Italia: “Gli italiani prima” scrive accanto alla sua foto con sullo sfondo le frecce tricolori. È pur vero che l’ex assessore regionale al Turismo dell’ultima giunta di centrodestra sia una delle figure più dialoganti con il Carroccio, così come noto e solido è il suo asse con il governatore ligure Giovanni Toti (anch’egli una delle figure ormai più vicine alla Lega che non ad Arcore) il cui capogruppo in Regione Angelo Vaccarezza, adesso candidato al Senato a Genova, è da tempo uno degli stretti collaboratori proprio dell’europarlamentare. Una vicinanza, quella di Cirio, all’alleato leghista che se gli potrebbe tornare utile nel caso Salvini non volesse premere sull’acceleratore, a poco gli potrà giovare nel caso non meramente ipotetico di una discesa in campo di Molinari.

Molto, ovviamente, dipenderà dal risultato del voto di domenica. Ma proprio guardando al possibile sorpasso del Carroccio, in Piemonte, e applicando il criterio annunciato da Salvini per la scelta del candidato premier – lo decide il partito che prende un voto più degli altri – quello che oggi è un rumor, pur proveniente da ambienti qualificati e ovviamente tenuto nascosto per non creare problemi tra alleati in queste ultime ore di campagna elettorale, potrebbe tramutarsi in dura (sempre per gli azzurri) realtà. C’è poi chi fa notare come Berlusconi non si sia mai stracciato le vesti, né impuntato più del necessario per il Piemonte. E anche questo, al di là dei “grandi progetti” di cui il Cav. lo ha investito, sarebbe un altro problema per l’europarlamentare. E dunque, quell’augurio arrivato da colui che Berlusconi vorrebbe a Palazzo Chigi, per Cirio è anche un modo per tenere alta la tensione sulla candidatura alla presidenza della Regione. Lui, forse pensava, fosse necessario farlo rimanendo all’interno del partito, dove altri ambiscono a rivestire quel ruolo. Invece il pericolo maggiore potrebbe arrivare proprio dall’alleato. Pronto, a partire dal vertice, a rispedire in Piemonte l’appena eletto deputato Molinari. Un po’ come accadde per Roberto Cota: da un seggio a Montecitorio alla poltrona di piazza Castello. Ma quella volta la vittoria capitò quasi per caso, mentre l’anno prossimo se non cambierà il vento indicato dai sondaggi e se verrà confermato dal voto domenica, anche il Piemonte andrebbe al centrodestra. Fino a ieri i berluscones erano certi che la presidenza sarebbe toccata a loro. Oggi un po’ meno, da lunedì chissà.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    09:47 Venerdì 02 Marzo 2018 dedocapellano Alberto, ma nella società civile che lavoro retribuito hai svolto....?

    Sei nato nel 1972 e nel 1994 sei "sceso" in politica, quando hai lavorato in modalità "classiche"?....... "Sono nato a Torino il 6 dicembre del 1972. Ho una laurea in giurisprudenza, conseguita presso l’Università degli Studi di Torino. Vivo ad Alba, dove all’età di 22 anni ho iniziato il mio percorso come vicesindaco (dal 1995 al 2005) e assessore al turismo. Sono stato, anche, Vicepresidente dell’Ente Turismo Alba, Bra, Langhe e Roero e Presidente dell’Ente Fiera Nazionale del Tartufo Bianco d’Alba (dal 2003 al 2010) e responsabile, fino al 2005, del progetto “Nuova D.O.C. Alba”. Nel 2005 sono stato eletto per la prima volta in Consiglio Regionale del Piemonte Nel 2010 sono stato rieletto in Consiglio Regionale, e nominato assessore regionale all’Istruzione, Turismo e Sport. Ho anche coordinato la Cabina di regia “Piemonte Expo 2015”, di cui fanno parte Regione Piemonte, Comune di Torino, Unioncamere Piemonte e Camera di commercio di Torino. Nel 2014 sono stato eletto in Parlamento europeo, "

  2. avatar-4
    08:46 Venerdì 02 Marzo 2018 Veritas2015 Salvini

    Salvini in arte felpetta e un cabarettista... Il suo nome e Molinari in arte Sambuca Ahahah

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