TRAVAGLI DEMOCRATICI

Chi vuol dare una mano Zingaretti?

Apprezzamenti, con tanti distinguo, del Pd torinese e piemontese verso il governatore del Lazio che ha annunciato la volontà di candidarsi alle primarie del dopo Renzi. Gariglio: "Per ora fa un altro mestiere, ci vuole calma e gesso"

Con mille distinguo, i segretari del Pd piemontese e della Federazione di Torino accolgono con favore la candidatura di Nicola Zingaretti, rieletto governatore del Lazio, a guidare il Nazareno della ricostruzione, o come dice lui della “rigenerazione”. Secondo Mimmo Carretta, numero uno del partito sotto la Mole, è “persona che si è sempre distinta per lucidità di analisi politica e capacità amministrativa, dunque un nome di tutto rispetto”, ma poi si tiene un margine di manovra in attesa delle reazioni a catena che il passo in avanti di Zingaretti produrrà nel Pd: “Oggi credo la cosa più importante da fare, anziché ragionare sulle primarie, sia recuperare la discussione politica all’interno del Partito” (naturalmente con la “P” maiuscola a enfatizzarne la funzione). Il segretario sottolinea che spetta a iscritti e militanti indicare i loro rappresentanti. Evidenzia che le primarie sono uno strumento importante di mobilitazione di massa.

Anche il segretario piemontese, in teoria dimissionario, ma forse ancora per un po’ alla guida Davide Gariglio considera la sua candidatura “seria e credibile”, pur premettendo “Zingaretti fa un altro mestiere”. Come a dire, calma e sangue freddo. Insomma, la prudenza è d’obbligo, soprattutto per chi fino a ieri si è professato renziano della prima ora.” Credo – dice il segretario regionale – sia opportuno attendere gli esiti della direzione di lunedì e dell’assemblea nazionale di aprile che potrebbe decidere, in caso di intesa, di non fare il congresso ma di eleggere direttamente il segretario del Partito”. Nicola Zingaretti invece le primarie le vorrebbe. Perché è attraverso il voto che il segretario trova la legittimazione. Con favorevoli e contrari, lì ognuno dovrà schierarsi, maggioranze e opposizioni interne saranno alla luce del sole e non nell’ombra pronte ad agguati. Ma Gariglio, con praticità tutta piemontese dice “Le primarie sono utili se rappresentano un confronto vero di proposte alternative. Ma in questa situazione di grande scombussolamento mi pare sarebbe più opportuno parlare delle cose concrete che interessano alla gente e discutere dei fatti interni al partito nelle sedi opportune anziché sui giornali”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    18:55 Venerdì 09 Marzo 2018 Paladino Ma dirigenti PD dove vivete?

    Interessante parametro di scelta, ovverosia l'unico PD che non ha perso. Piccola osservazione ingenua, considerato il Lazio ha 5.800.000 abitanti circa e Roma ne contiene 4.300.000 circa, siamo sicuri che sia così bravo o non sia merito della Raggi che ha fatto incazzare 4.299.000 abitanti della città metropolitana di Roma? Meditate dirigenti PD, meditate, avevate già scelto, dicendone meraviglie, il fenomeno Matteo Renzi...

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