SPORT & POLITICA

Vialattea, un affarone olimpico

Ora è chiaro quali sono i grandi interessi che spingono per la candidatura di Torino 2026. Circola voce che il gruppo proprietario degli impianti del Sestriere abbia intenzione di vendere e i Giochi sarebbero un'autentica manna. Brasso smentisce, però...

Secondo i soliti maligni è una delle principali “motivazioni” che hanno spinto Torino a proporsi di ospitare nuovamente Olimpiadi invernali. E, sempre a detta di queste malelingue, questi “interessi” sarebbero così potenti non solo a indurre le amministrazioni locali a scendere in campo ma anche a boicottare il prospettato asse con Milano. Si parla di Sestriere e del gruppo imprenditoriale che è proprietaria degli impianti: strutture sportive che, qualora tornassero sede di gare, proprio grazie ala ribalta internazionale dei Giochi ne riceverebbero un innegabile beneficio, anche in termini di valorizzazione economica. E ad avvantaggiarsi ne sarebbe anzitutto il soggetto privato, soprattutto se intendesse – come peraltro ha manifestato l’intenzione – cederne la proprietà. Magari ai Comuni del comprensorio o alla stessa Regione Piemonte. Cessione smentita "in modo categorico" dal patron della società Giovanni Brasso, a dispetto dei rumors che si sono diffusi negli ultimi tempi e finora mai sconfessati. Anzi, intenzioni corroborate da numerose dichiarazioni pubbliche e interviste (sull'Eco del Chisone si è letto: «Non sto trattando con nessuno, ma sono pronto a vendere anche domani di fronte a un'offerta credibile e comunque entro una o due stagioni qualcosa accadrà». «L'Unione dei Comuni olimpici potrebbe farsi avanti» ha commentato il sindaco di Sestriere Valter Marin).

A chiedere di fare luce su tali intrecci è il Movimento 5 stelle di Palazzo Lascaris. «L’acquisto di Vialattea da parte della Regione sembra un affarone, ma solo per il soggetto privato che ne è proprietario. Alla vigilia del 2006 ha acquistato gli impianti a 26 milioni di euro, ora li rivende a 70 oltretutto dopo ingenti investimenti pubblici derivanti dalle Olimpiadi invernali», scrivono in una nota nota tre consiglieri regionali grillini, Davide Bono, Francesca Frediani e Federico Valetti.

«E in questa opaca operazione quali sarebbero i benefici per la Regione Piemonte? – si chiedono gli esponenti pentastellati –. Al momento, l’unico dato certo, è che pagherebbe ancora una volta Pantalone proprio mentre si approva un bilancio “lacrime e sangue” in cui mancano risorse per settori fondamentali come sanità, trasporti, ambiente ed istruzione». Il fatto che attorno alla Vialattea ruotino (quasi) tutti i soggetti che in queste settimane sono stati protagonisti dell’insistente pressing per convincere istituzioni e opinione pubblica della straordinaria opportunità delle Olimpiadi bis, nel 2026, non fa che confermare il sospetto che tale azione non sia del tutto scevra da interessi “privati”. «Questa vicenda ha troppi punti oscuri – dicono i grillini – e ancora una volta assistiamo ad una gestione poco trasparente da parte della Giunta. Incontri e discussioni con soggetti privati avvengono ad insaputa dell’intero Consiglio regionale. Chiediamo che quanto prima gli assessori Reschigna e Parigi riferiscano in merito in aula”.

Prospettiva, quella di un’acquisizione da parte della Regione, negata dalla giunta che però non nasconde di essere stata tirata in ballo dopo le voci relative a un ventilato passaggio di proprietà in mani straniere. “Faccio una domanda – chiede il vicepresidente Aldo Reschigna -. È assolutamente indifferente che una realtà importante per il Piemonte e non solo come quella di Sestriere Spa venga acquisita da capitali esteri? Perché se è indifferente, la Regione è pronta a farsi da parte. Ma non mi pare sia così, almeno a giudicare dai segnali di preoccupazione che vengono da più parti. Per questo ci siamo mossi, non ci sono altri motivi. Leggo di acquisizione della Regione, addirittura di cifre con parecchi zeri. Nulla di tutto ciò, la Regione sta esplorando per verificare se è possibile arrivare a una sinergia tra Regione, Comuni e privati che mantenga in Piemonte il controllo della società”. E chissà come certe voci siano nate e vengano alimentate. 

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3 Commenti

  1. avatar-4
    09:34 Sabato 24 Marzo 2018 fatti competenza della Regione Piemonte

    e di Reschigna, in particolare, è completare il maledetto grattacielo, che svetterà incompiuto alle prossime elezioni, difendere la sanità pubblica mettendo il naso nei meccanismi delle liste d'attesa e libera professione, incontrollati. Altro che business degli impianti di risalita, li lasci a chi se ne intende, basta che funzionino e paghino le tasse. Non è core business della Regione, forse lo vorrebbe essere di qualcuno.

  2. avatar-4
    09:02 Sabato 24 Marzo 2018 enzar MOI bis, fateci un altro regalo

    Aldo Reschigna forse non è al corrente che l'antica banca piemontese San Paolo praticamente non è più italiana, la FIAT ormai è saldamente estera, Embraco e Pagine Gialle traslocano e ancora si preoccupa che gli impianti di sci a Sestriere rimangano di italiani !? Piuttosto Torino sarebbe interessata a un MOI bis, quello si che ci piacerebbe.

  3. avatar-4
    18:05 Venerdì 23 Marzo 2018 PELDICAROTA PERBACCO E' VERO!

    Meglio che se la comprino i cinesi, sarebbe un vero affare per la valle ....

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