Lega, Borghezio: chiarezza sui conti

L’europarlamentare lancia un siluro a Cota: “Si verifichino le spese e la gestione finanziaria del partito piemontese e torinese”. E Maroni indaga. Dal Carroccio locale si ostenta tranquillità

BON TON Mario Borghezio

Se non altro per la stazza del personaggio, questa volta è davvero una grande Berta. Quella che ha fatto partire Mario Borghezio, europarlamentare e fino a qualche giorno fa presidente “nazionale” della Lega Nord Piemont, all’indirizzo di Roberto Cota. In una lettera, inviata tra gli altri a Roberto Maroni, lo storico esponente del Carroccio torinese chiede che venga fatta una approfondita ricognizione sulla gestione economica del partito, a livello regionale e della struttura provinciale. Invitando il suo successore, la presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia, ad affidare  a persone diverse l’amministrazione del patrimonio, per avere la garanzia di non far nascere clientele poco chiare.

 

L’iniziativa di Borghezio, che nell’entourage del governatore mettono in relazione a sentimenti di rivalsa per essere stato defenestrato  dal vertice, si inserisce nell’azione di auditing interno che l’ex ministro degli Interni sta promuovendo non solo nella “centrale” di via Bellerio, ma anche nelle varie articolazioni territoriali. E Cota è nel mirino: al vaglio dei controlli interni è soprattutto il periodo trascorso alla guida del gruppo parlamentare di Montecitorio, quando avrebbe potuto avallare “favori” (rimborsi spese, assunzioni, storni di denaro) nei confronti dei sodali del cerchio magico. Tutto da dimostrare, ovviamente. Giacché anche la crescente schiera degli antipatizzanti sono pronti a giurare sull’onestà del presidente. Sul fronte interno, invece, Cota sembra abbia avuto ampie garanzie sulla correttezza della gestione sia da parte di Stefano Allasia (federazione di Torino) sia da Roberto Simonetti (regionale).

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