Pdl, il nuovo si chiama “Forza Italia”

In attesa della “rivoluzione” annunciata da Alfano, mentre alcuni vanno “oltre” per raggiungere Casini, Martino e Galan infiammano la platea del centrodestra proponendo il ritorno alle origini

C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria del centrodestra, anzi d’antico. Mentre tutti si affannano ad “andare oltre il Pdl”, chi per congiungersi con Casini nel partito della nazione, chi vagheggiando inediti contenitori post berlusconiani, Antonio Martino e Giancarlo Galan propongono di ritornare alle sacre fonti battesimali, a quello spirito del ’94 che ispirò la nascita di Forza Italia. Riprendere il filo interrotto di quella “rivoluzione liberale di massa” promessa e tradita, archiviare l’infelice stagione del Pdl, riaffermare l’architrave bipolare come tappa di un processo che deve portare l’Italia, al pari delle grandi democrazie occidentali, a un sistema bipartitico. Perché “si governa per il centro e non dal centro” e ogni altra soluzione sarebbe solo l’ennesimo pateracchio politicista. Il programma di questa nuova Forza Italia non potrebbe che essere quello delle origini: “Meno Stato, meno tasse, più libertà”.

 

Il vecchio professore liberale, tessera numero 2 di Forza Italia, e l’ex presidente della Regione Veneto, tra i primi a seguire il Cavaliere, hanno illustrato la loro ricetta per far uscire dal pantano il centrodestra nel corso di un convegno promosso ieri ad Asti da un pugno di associazioni di area: Europa Duemila dell’ex sindaco della città del Palio (e europarlamentare) Luigi Florio, Progett’Azione presieduta da Maria Teresa Armosino, Comitato Cavour 2010 e dai Tea Party piemontesi dell’eroico Vito Foschi. Non un’operazione nostalgia – “strano che a darci dei nostalgici siano Gasparri e La Russa, gente che da anni coltiva ben altre nostalgie”, hanno affermato all’unisono Martino e Galan – ma la necessità di riprendere i temi forti e originali della “discesa in campo”: sburocratizzazione, detassazione, partito leggero sul modello americano, abolizione del finanziamento pubblico della politica. Un ritorno al futuro che ha fatto breccia nella platea stipata nel salone del Consiglio provinciale. Annunciata una seconda tappa a Torino nelle prossime settimane.

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