Lega, ad Asti in Palio la leadership

Al comizio di Bossi un Cota prudente e “pacificatore”. Il Senatùr chiama i militanti a rinserrare le fila contro i nemici del Carroccio. Ma su Maroni futuro segretario prevale l'ambiguità

È un Cota sornione quello che assiste agli ultimi sviluppi del travaglio interno alla Lega Nord. Il governatore del Piemonte è stato un impeccabile padrone di casa nell’accompagnare il vecchio e malandato leader all’appuntamento elettorale di Asti, a sostegno del candidato sindaco della città del Palio Pierfranco Verrua. Frastornato almeno quanto i  militanti che al termine del comizio hanno cercato di raccogliere qualche notizia, Roberto Cota ha preferito indossare il pallium terzista, di chi opera per la pacificazione. Il cerchio magico è stato cancellato, ora resta la Lega. Sempre e comunque al fianco del Senatùr.

 

«Mi sono dimesso per lasciare mano libera a chi doveva mettere a posto le cose»,  ha detto Umberto Bossi, ammettendo di aver provato qualche timore nei primi incontri di campagna elettorale sulle possibili conseguenze, dopo quanto accaduto nelle ultime settimane. «Per un attimo la paura c’è stata ma vi ringrazio che guardate la parte buona della Lega». Un Carroccio sotto attacco, che chiama tutti a rinserrare le file. «Se non vogliamo aiutare chi ha messo in piedi il caos, evidentemente dobbiamo chiudere i varchi», ha detto ancora Bossi. «Adesso chiudiamo le beghe. Chi ha messo in piedi il caos nella Lega voleva la distruzione della Lega. Non è un attacco - ha aggiunto – all’uno o all’altro, è alla Lega». In quanto all’ipotesi di Roberto Maroni segretario, Bossi si è mostrato oltremodo prudente: «Questa è un’altra cosa, questo dipende dal congresso». Poi ha aggiunto: «Adesso tra me e Maroni si chiudono i casini». Forse.

 

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