STRANE ALLEANZE

“Troppo giallo quel governo”
Cirio rilancia l’asse verde-azzurro

L'europarlamentare piemontese, reduce dalla giornata aostana con Berlusconi, rivela: "Grazie a Forza Italia e al rapporto con gli amici della Lega nel contratto è stato cancellato lo stop della Tav". Nessun pericolo per la tenuta della coalizione alle Regionali

“Il blocco dei lavori del Tav era uno di quei punti del contratto troppo tinti di giallo. Noi di Forza Italia abbiamo posto con decisione il problema a Matteo Salvini e quel blocco, che peraltro vedeva contrari anche gli amici leghisti piemontese, alla fine è stato cancellato”. Al termine di una giornata passata, ad Aosta, al fianco di Silvio Berlusconi che proprio lui, insieme alla senatrice azzurra Maria Rizzotti aveva proposto al Cav nel corso del pranzo ad Arcore di venerdì scorso, l’europarlamentare Alberto Cirio cita uno dei cavalli di battaglia dei grillini azzoppato alla prima curva per rafforzare un concetto, anzi un auspicio: “Confidiamo che gli amici della Lega possano far sì che quelle parti troppo colorate di giallo Cinquestelle, che ci preoccupano molto, non trovino attuazione”.

Luigi Di Maioha appena incassato l’arciprevedibile avallo bulgaro al contratto arrivato da oltre il 94 per cento degli iscritti alla piattaforma Rousseau, la Lega ha pronti i gazebo in cui raccogliere, in modo più ruspante e con più tempo (oggi e domani), le adesioni al documento: in Piemonte, come spiega il segretario regionale Riccardo Molinari, saranno cento, di cui oltre dieci solo a Torino, con un esercito di mille militanti. Ma quel contratto gialloverde per Berlusconi vuol dire una cosa: la legislatura sarà impegnata solo da temi che interessano i Cinquestelle, mentre le istanze del centrodestra sono rimaste in secondo piano o annacquate da tecnicismi. La flat tax su cui aveva costruito la campagna delle ultime politiche non è quella decisa ad Arcore dopo Natale. Il Cav, tuttavia, è convinto che il governo M5s-Lega non possa durare a lungo e, dunque, il voto anticipato non gli appare lontano: “Credo che non avrà modo di affermarsi – ha detto del futuro Governo – e avere grandi successi, quindi immagino che tra qualche tempo saremo chiamati a nuove elezioni”. Nel frattempo la linea, o il rimedio possibile, è quello di condizionarlo, il Governo.

Onorevole Cirio, da quel che riferisce sulla Tav, pare che abbiate già incominciato a farlo prima che nasca. Sparito il blocco dei lavori, ma anche ricomparso senza alcuna pregiudiziale, pure senza essere testualmente citato, il Terzo Valico, stavolta si dice per un altro intervento energico, quello del governatore ligure Giovanni Toti.
“Ma la Lega è nostro alleato nella coalizione. Salvini ha avuto il via libera da Berlusconi per provare a fare il Governo, ma come è stato detto fin dall’inizio non potremo mai votare la fiducia a un esecutivo con i Cinquestelle, troppo lontani e diversi da noi”.

Berlusconi, proprio ad Aosta, si è detto dispiaciuto per il fatto che il Presidente della Repubblica non ha dato la possibilità al centrodestra di presentarsi in Parlamento con il proprio programma e cercare una maggioranza.
“Detto con tutto il rispetto per il Capo dello Stato, ma senza sconti, quello è stato un errore. E ha condizionato lo scenario successivo. Se Salvini avesse ricevuto l’incarico non saremmo in questa situazione”.

Che, lei lo sa bene, preoccupa oltre che Berlusconi anche l’Europa. È motivata la preoccupazione di Bruxelles?
“A me non interessa se si preoccupa l’Europa, mi interessa che l’Italia abbia un Governo che ponga in essere cambiamenti vitali e non più rinviabili. È evidente che se si chiede maggior flessibilità per azioni concrete e di rilievo per l’economia noi di Forza Italia siamo pronti a sostenerle, io vado pure a battere i pugni sulla scrivania di Juncker. Diverso è se si chiede si sforare per gli ottanta euro”.

Roba di Matteo Renzi, onorevole. Non è che si riferisce al reddito di cittadinanza promesso da Di Maio?
“Parlo di cosa fatte in passato, quello non l’ho ancora visto”.

Insomma, l’Europa da cui l’altro giorno Berlusconi si è detto preoccupato per quel che può accedere in Italia, per lei è…
“da ridefinire, riorganizzare. Non è un’Ue che mi piace quella che affida la sede dell’Ema, l’agenzia per i medicinali, ad Amsterdam con un sorteggio”.

La Lega ha puntato la sua campagna elettorale, moltissimo, sull’immigrazione e l’elettorato l’ha premiata, a scapito vostro. L’Europa impedirà al futuro Governo di attuare le misure promesse, soprattutto da Salvini? 
“L’Europa ha le sue responsabilità, ma l’Italia è in queste condizioni perché sono stati i Governi di centrosinistra a farne un colabrodo. Emmanuel Macron blocca i clandestini al confine e la Francia sta nell’Ue come noi”.

Se per questo anche l’ungherese Viktor Orban.
“Certo, lui è nel Ppe, come noi di Forza Italia. E mi pare sia, diciamo, vicino a Salvini su molti punti”.

C’è stato un momento in cui i Cinquestelle hanno ipotizzato l’uscita dall’euro, lei che ha pensato?
“Che solo dei matti possono immaginare una cosa simile”.

Torniamo al contratto. Cosa non le piace?
“Quegli argomenti troppo tinti di giallo. Ce ne sono un po’ tanti, mentre mancano cose che mi sarei aspettato”.

Ne dica uno.
“Un deciso innalzamento del limite dell’uso del contante. Anzi, magari abolirla del tutto quella misura”.

Lei è tra i papabili per la candidatura alla presidenza della Regione Piemonte l’anno prossimo, teme per la tenuta della coalizione di centrodestra?
“No. Se Salvini e Di Maio riescono a fare il Governo, il Governo parte, ma il centrodestra dove governa e dove, come in Piemonte, si prepara a farlo resterà unito. Berlusconi ancora oggi (ieri per chi legge, ndr) ad Aosta riferendosi ai leghisti ha ripetuto più volte la parola amici. E non era così per dire”.

Senta, onorevole Cirio, sarete amici, ma gli ultimi sondaggi danno la Lega ancora in crescita. La cannibalizzazione di Forza Italia da parte del Carroccio, per molti ormai è più di un’eventualità. Lei pensa che andrà a finire così?
“Ci vorrebbe la sfera di cristallo già per sapere cosa potrebbe succedere domani, figurarsi guardando molto più avanti. A me interessa che a guadagnare sia il Paese”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    11:15 Sabato 19 Maggio 2018 moschettiere Strategia & Opportunismo

    Eh si sa, il buon Cirio accarezza ancora la poco probabile candidatura (con indispensabile appoggio leghista) alla presidenza del Piemonte. E cerca di dare un colpo al cerchio ed uno alla botte. Ha mosso i primi passi politici su Carroccio, e giustamente ha un sentimento di affezione, ma sono passati anni luce da quella situazione. Però la Lega, oggi come allora, ha lo stesso problema: la difficoltà a gestire un consenso elettorale importante. Per carenza di risorse umane e per genetica. Ora è nuovamente chiamata a darsi una riorganizzazione interna incisiva, essendo sempre vittima di circoli chiusi, spesso di basso livello qualitativo. E prende voti. FI è costretta ad un opportunismo strisciante, salvo qualche spinta ad effetto da parte di Berlusconi. Cirio farebbe bene e mettersi il cuore in pace...

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