COMUNE DI TORINO

I grillini disertano il Consiglio
Bagarre in aula. Espulsi i dem

Mentre i consiglieri M5s salgono sull'Aventino, i piddini Lo Russo e Carretta consegnano una copia della Costituzione al presidente Versaci che li caccia. La Lega prende le distanze. E la seduta si conclude per mancanza del numero legale

Il Movimento 5 stelle diserta la Sala Rossa per protesta contro Sergio Mattarella, il capogruppo del Pd Stefano Lo Russo e il segretario del partito Mimmo Carretta per tutta risposta consegnano al presidente Fabio Versaci una copia della Costituzione italiana consigliando a lui e agli altri esponenti della maggioranza pentastellata di studiarsela bene. L’epilogo, scontato, è una bagarre condita da insulti da ambo i lati, l’espulsione dei due esponenti dem e la chiusura (per mancanza di numero legale) del Consiglio comunale di Torino, prima ancora che i lavori possano iniziare. Non era presente in aula neppure la sindaca Chiara Appendino, un'assenza non si sa quanto "diplomatica".

Dopo le protesta inscenata ieri sera dai grillini (presente anche lo stesso Versaci) sotto le finestre della Prefettura e l’annunciata contromanifestazione del Pd, questa sera alle 18, in solidarietà al Capo dello Stato, lo scontro politico nazionale occupa anche le istituzioni locali.

La decisione di Mattarella “lascia interdetti e mette in discussione il voto di tutti gli italiani che si sono espressi nelle urne indicando le loro volontà per il futuro del Paese, chiedendo democraticamente forte discontinuità rispetto a un passato fatto, tra le altre cose, di austerità e precarietà” si legge nella nota con cui i Cinquestelle annunciano il loro Aventino. Un gesto stigmatizzato anche da Fabrizio Ricca, capogruppo di quella Lega potenziale alleata di governo dei Cinquestelle: “Non credo che disertare il Consiglio possa migliorare le cose, perché i vuoti democratici si riempiono con la democrazia. Avrebbe avuto più senso fare una discussione e prendere una posizione in aula, fare qualcosa di concreto, un atto da votare, mentre così si è fatto solo un danno alla città”.

“Come ente locale sappiamo bene cosa voglia dire subire i vincoli finanziari europei - dichiara la capogruppo del M5s in Sala Rossa, Valentina Sganga - nel corso del nostro mandato, e già prima di questo, abbiamo con forza denunciato il rapporto ancillare tra la disciplina dell’indebitamento delle autonomie territoriali e il principio dell’equilibrio di bilancio di derivazione europea. In forza di queste denunce abbiamo vinto le elezioni a Torino e, quasi due anni dopo, preso undici milioni di voti a livello nazionale lo scorso 4 marzo. Oggi, al fine di mettere in luce tutta la gravità di quanto sta accadendo, non ci presteremo al gioco delle parti in una democrazia a sovranità limitata. Non saremo quindi in aula”.

Per reazione anche il Pd inscena un colpo di teatro e così in apertura dei lavori ci pensano Lo Russo e Carretta ad animare una seduta che stava iniziando con i secondi contati: copia della Costituzione alla mano la consegnano al tavolo della presidenza con preghiera di “studiarla bene”. Un oltraggio al presidente Versaci che respinge l’invito: “Se la legga lei la Costituzione che volevate distruggerla” con riferimento alla riforma costituzionale poi bocciata il 4 marzo. “Scappare dall’aula come fatto oggi dai 5 Stelle - hanno poi commentato Lo Russo e Carretta - è un atteggiamento infantile e auspichiamo si possa recuperare il clima di rispetto istituzionale che presuppone una dialettica democratica anche aspra ma non la delegittimazione delle istituzioni”. Critico anche il capogruppo dei Moderati Silvio Magliano: “Questa città ha bisogno di essere governata non di arlecchinate”.

“I banchi lasciati vuoti dai consiglieri comunali del M5s sono un gesto grave e inammissibile – afferma il capogruppo di Forza Italia Osvaldo Napoli -. Essi vorrebbero segnalare una protesta nei confronti del Presidente della Repubblica per la conclusione data all’incarico di governo, in realtà sono una grave mancanza di rispetto per la città di Torino”. “Che cosa c’entrano i lavori del Consiglio comunale con gli sviluppi della vicenda politica nazionale? Se proprio avvertono il bisogno di protestare, lo facessero con il loro capo, Luigi Di Maio, e i vertici del Movimento visto che essi hanno fallito nel loro proposito - aggiunge Napoli -. In una situazione di grave tensione sul piano istituzionale e non più solo politico, servirebbero squadre di pompieri. Invece il M5s a Torino dispone soltanto di incendiari”.

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