Fassino al verde, conti in rosso

Il Consiglio approva il rendiconto 2011. Il saldo di gestione è pesantemente negativo, in cassa restano appena 2 mila euro. E si scopre che lo sforamento dal patto è stato di 480 milioni

NON GLI RESTA CHE PIANGERE

Nessuno ci ha voluto mettere la faccia. Alla fine i consiglieri di maggioranza hanno in buon ordine votato il rendiconto di bilancio 2011, predisposto dall'assessore Gianguido Passoni, non prima di essersi sorbiti oltre due ore di reprimende da parte dell’opposizione. E in effetti, dai conti della città, non emergono novità confortanti.

 

Il conto economico fa segnare un saldo negativo di 260 milioni, il fondo di tesoreria passa da 158 milioni a 2.700 euro «meno di quanto ho io sul mio conto corrente» commenta amaramente il capogruppo grillino Vittorio Bertola (foto sotto) Il tema è chiaro: la macchina così strutturata non sta in piedi. E questo nonostante il debito complessivo scenda di circa 32 milioni: bruscolini rispetto all’ammontare complessivo di una voragine che supera i 4,467 miliardi, quattro volte il bilancio di Palazzo Civico (1,2 miliardi). Mancano riforme strutturali, capaci di colpire duro sulla spesa corrente, evitando che ogni anno siano le entrate straordinarie a salvare i conti.

 

«Una riduzione ottenuta a prezzo di nuove tasse, aumenti delle tariffe e tagli ai servizi essenziali, che rischia di essere spazzata via da altri buchi che sembrano aprirsi, a partire dai 240 milioni di euro di crediti antecedenti al 2006, mai incassati giacenti tra i residui e dalle perdite degli investimenti in derivati, su cui i miglioramenti promessi non arrivano» è il grido d’allarme di Bertola. Non è tutto: dal rendiconto emerge, inoltre, che lo sforamento dal patto di stabilità è ben più ingente rispetto a quanto pomposamente annunciato dal sindaco Piero Fassino – anche oggi assente per gran parte della seduta salvo arrivare al momento della votazione – nella conferenza stampa di fine anno: altro che 320 milioni di euro, si tratta di 480 milioni, un terzo in più di quanto comunicato alla stampa e agli stessi consiglieri. “Se continuiamo così non so che fine faremo” commenta in gran segreto un esponente democratico.

 

 

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