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GRANDI OPERE

Tav, Telt sospende il maxi appalto Francia: L'opera non è in discussione

La società ubbidisce all'avvertimento di Toninelli e rinvia la pubblicazione della gara. Il governo italiano chiede tempo a Macron e prova ad allungare il brodo. A rischio gli 813 milioni di finanziamento europeo

L’avvertimento ha raggiunto il suo scopo. Telt, la società italo-francese incaricata di costruire e gestire la Tav, ha sospeso la pubblicazione del bando per il mega appalto di 2,3 miliardi per la realizzazione del tunnel della Torino-Lione. “Nessuno deve azzardarsi a firmare nulla ai fini dell’avanzamento dell’opera. Lo considereremmo come un atto ostile”, aveva intimato a fine luglio scorso su Facebook il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli. E così, dopo aver “osato” trasgredire procedendo con la gara da 37 milioni relativa al Piano di monitoraggio ambientale in Italia per la sezione transfrontaliera - una mossa che aveva scatenato la protesta sul fronte No Tav - ora la scelta di non andare oltre, sfidando il Governo, in particolare la sua componente grillina. “La società ha concluso le analisi tecnico giuridiche che sono state condivise con i governi italiano, francese e con l’Europa – spiegano i rappresentanti di Telt – ora attendiamo indicazioni ufficiali su come procedere perché la società non intende agire contro la volontà dei due Paesi”.

In attesa che la fantomatica analisi costi-benefici, alla quale secondo il “Contratto di Governo” gialloverde è demandata ogni decisione, lo stop potrebbe mettere seriamente a repentaglio l’intero finanziamento o una parte consistente degli 813 milioni stanziati dall’Unione Europea per la costruzione del tunnel di base. Ma cosa è realmente successo, da indurre la società presieduta dal Hubert Du Mesnil e diretta da Mario Virano, a stoppare il bando? A quanto è dato sapere, nei giorni scorsi il ministero italiano avrebbe scritto a quello francese chiedendo alla Francia di condividere l’esigenza di chiedere a Telt “qualche settimana” di pausa negli appalti per poter risolvere la questione Genova che assorbe le attività del ministero (mischiando però la vicenda del Ponte Morandi con l’analisi costi-benefici). A ieri la Francia non avrebbe ancora risposto ufficialmente, facendo però pervenire una nota informale in cui si sottolinea che il governo Macron conferma tutti gli impegni assunti e che, pur non opponendosi a concedere al governo italiano “qualche settimana” per condurre le proprie valutazioni, nessun atto deve cusare problemi con i finanziamenti Ue. Telt starebbe inoltre predisponendo una lettera “a doppia firma” ai due governi con l’evidenziazione degli effetti finanziari che produrrebbero ulteriori ritardi: ciò che può essere riassorbibile nel corso delle procedure e cosa che invece potrebbe determinare danni permanenti.

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