Salone della crisi, ma vietato dirlo
13:31 Giovedì 10 Maggio 2012Al via, nel solito tripudio del luogocomunismo nostrano, la 25° edizione della fiera del libro. Ognuno fa la sua sparata. Coppola vuole 365 giorni con Beatrice, Cota pensa al bonus per adolescenti
La parola d’ordine è ottimismo. Che sia della volontà, della ragione o della Regione, in fondo, è un dettaglio. Il Salone Internazionale del Libro di Torino che ha aperto i battenti oggi al Lingotto «sta subendo e reagendo in modo deciso ai colpi della crisi. Nell’attuale fase, è indiscutibilmente il motore di una delle industrie culturali del Paese». Con la furbizia della vecchia volpe della politica, il patron Rolando Picchioni ha abilmente aggirato l’ostacolo: se crisi è, meglio non bamblinare o moccicarci troppo sopra. In fondo, non si può sputare sopra i cinque milioni di euro che la manifestazione, di riffa o di raffa, fa girare e se ogni euro investito in cultura ne produce 33 di ricaduta sull’indotto (valutazione un tantino esagerata, quanto indimostrata) come non suonare la gran cassa?
«Il Salone - ha ribadito Picchioni, che non ha risparmiato qualche stilettata alla miopia della politica casalinga - incarna il paradosso di essere una macchina industriale che produce ricchezza per il sistema, ma può contare per la propria attività su mezzi sempre più esigui, che non lo distinguono nella sostanza da tanti benemeriti ma elitari istituti culturali no profit». Tradotto: lasciateci fare il nostro mestiere evitando di riservarci l’unico spazio annuale. Concetto ripreso – ma completamente stravolto – dall’assessore regionale alla Cultura Michele Coppola che vagheggia un salone aperto 365 giorni, magari diretto dall’intellos della destra casalinga Luca Beatrice, direttore del Circolo dei lettori e critico a cachet.
E giusto per non perdere l’abitudine alla boutade il presidente Roberto Cota ha annunciato “più libri per tutti”, ovvero la distribuzione di bonus libri (30 euro) per i sedicenni. Trovata che, a dar retta alle parole del governatore, verrà lanciata entro la fine dell’anno in Piemonte: «Abbiamo deciso di investire in un’iniziativa durevole che in qualche modo possa portare sviluppo e innestare meccanismi virtuosi oltre a essere uno stimolo culturale alle nostre famiglie». Oibò.



