Monge

Il più figo del bigoncio Pd

Stando nel Pd ci sarebbe solo l’imbarazzo sul motivo per cui mettersi le mani nei capelli. Quindi, meglio farsele mettere da uno del mestiere. E se tenere la barra dritta, nel mare del centrosinistra in tempesta, è un’impresa, ça va sans dire: la riga da una parte, scritto tutto attaccato come si usa su Instagram, palco virtuale frequentato non meno dei banchi di Palazzo Lascaris dal fashion-capogruppo dem Domenico “Mimmo” Ravetti perpetuando, aggiornata al tempo dei social, una costante della politica: il barbiere.

Chi i capelli li ha bianchi o quasi, guardando il capo dei consiglieri piddini, non può non ricordare la chioma azzurrata di Arnaldo Forlani, frutto di una miracolosa quanto misteriosa lozione della barberia di Montecitorio, luogo quasi sacrale della politica ancora (e per fortuna) indenne dai selfie.

Ravetti elogia meritatamente il suo barbiere, ma nel caso si trovasse nel bisogno di una spuntatina di emergenza a Torino potrà approfittarne per varcare la soglia della bottega di Mimmo Polzella barbitonsore di una torma di politici e Figaro di fiducia di Chiamparino. A Mimmo basterà seguire, anche questa volta, i suggerimenti di Sergio. Ragazzo, spazzola.       

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