Sanità a dieta, ma il dirigente s’abbuffa
13:36 Lunedì 14 Maggio 2012Mentre la Regione impone la cura dimagrante alle aziende, un direttore dell’Alessandrino mangia a quattro palmenti invitato a serate a “tema” che raggiunge con l’auto di servizio
La cura dimagrante annunciata per la Sanità da Enrico Bondi, commissario alla spending review, potrebbe avere effetti degni del più rigido regime alimentare – fuori di metafora - anche su qualche alto dirigente delle Asl. Nell’Alessandrino, per esempio. Dove tra camici verdi e colletti bianchi della sanità locale si sussurra con insistita perfidia di (almeno) un dirigente avvezzo a timbrare il cartellino prima di andare alle non poche cene in cui – tra l’altro – si parla e si discute di sanità. Agli inviti, certo, è buona norma non declinare, ma da qui a gravare sulla spesa pubblica anche per quelle ore passate a desco - è il rimprovero che gira a mezza bocca - ce ne passa.
Qualcuno aggiunge pure che anche l’uso dell’auto aziendale sarebbe da evitare. Dalla cena promossa da uno dei tanti club di servizio (con immancabile discussione su dove va la Sanità) a quell’altra al termine di un convegno il “tassametro” del dirigente continua a girare. Solo dicerie? Può darsi. Al nuovo direttore generale della Asl Paolo Marforio – ritenuto persona rigorosa ed efficiente – magari basterà spulciare la documentazione per scoprire se ad ore serali (quando gli uffici dell’azienda sono deserti) il solerte dirigente era “in servizio”. Con – dicono i maligni – il placet del buon Mario Pasino (ora a capo della federazione sanitaria Piemonte Sud), che suona beffardo come un “buon appetito” . Augurio del tutto superfluo, vien da dire.


