Eternit: giudice, emerso "dolo di elevatissima intensità"
13:55 Lunedì 14 Maggio 2012
(Reuters) - Il comportamento degli imputati nell'ambito del processo Eternit per le morti da amianto ha evidenziato un "dolo di elevatissima intensità". E' quanto afferma il giudice di Torino che lo scorso febbraio ha condannato a 16 anni di carcere Stephan Schimdheiny e Louis De Cartier De Marchienne. Nelle 733 pagine di motivazioni della sentenza depositate oggi, il giudice Giuseppe Casalbore scrive che "sia De Cartier che Schmidheiny hanno continuato nonostante tutto e non si sono fermati, né hanno ritenuto di dover modificare radicalmente e strutturalmente la situazione al fine di migliorare l'ambiente di lavoro e di limitare per quanto possibile l'inquinamento ambientale".
Lo scorso 13 febbraio la Corte d'Assise ha condannato a 16 anni il magnate svizzero Schmidheiny, 65 anni, e il barone belga De Cartier De Marchienne, 91 anni - che hanno annunciato ricorso in appello - per disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche. "Gli imputati - si legge - hanno cercato di nascondere e minimizzare gli effetti nocivi per l'ambiente e le persone derivanti dalla lavorazione dell'amianto pur di proseguire nella condotta criminosa intrapresa, facendo così trasparire un dolo di elevatissima intensità". "Non può essere riconosciuta alcuna attenuante mentre risulta evidente che gli imputati hanno agito in esecuzione del medesimo disegno criminoso".
Nella sentenza, il tribunale ha riconosciuto una provvisionale da 25 milioni di euro di risarcimento danni al comune di Casale Monferrato, 20 milioni alla Regione Piemonte e 100 mila euro all'Associazione familiari vittime dell'amianto (Afeva). I risarcimenti ai parenti di vittime o malati costruitisi parti civile - oltre 6.000 - sono nell'ordine di una media di circa 30mila euro ciascuno. Alla Eternit spa è attribuita la morte di quasi 3.000 persone in quattro stabilimenti italiani a partire dagli anni 50.


