Monge
TORPEDONE CIVILE

Madamin in gita al cantiere Tav.
L'
Ue: "Costi dello stop altissimi"

Viaggio (d'istruzione) per le promotrici della manifestazione del Sì. Visita al lato francese degli scavi, a Saint-Jean-de-Maurienne, assieme alla neo responsabile del Corridoio europeo Radičova: "Un blocco dell'opera è il peggior scenario che si possa immaginare"

Gita d’istruzione per le madamin. Le promotrici della manifestazione Sì Tav di sabato 10 novembre scorso sono partite di buon mattino alla volta di Saint Martin La Porte, vicino a Modane, per una visita al cantiere della Torino-Lione, dove oggi arriverà anche la nuova responsabile del Corridoio europeo Iveta Radičova. Le sei signore capitanate dalla rotariana Giovanna Giordano Peretti, una all’ultimo ha dato forfait, senza  Giachino (Mino), ma con Giachino (la compagnia di autobus sui cui viaggiano) avranno l’opportunità di fare un corso accelerato sull’opera, giusto per evitare in futuro le magre figure rimediate nelle prime trasmissioni televisive quando hanno candidamente ammesso di non essere particolarmente ferrate sull’argomento ma di fidarsi delle decisioni prese dai governi precedenti e dai trattati internazionali. Al resto ci penserà il notaio Andrea Ganelli, assurto a guru dell’augusto gineceo.

La coordinatrice Radičova, ex primo ministro della Slovacchia, interpellata sull’eventualità del blocco dei lavori da parte del Governo italiano è chiarissima: «Uno stop dell'opera è il peggior scenario che si possa immaginare. Il costo sarebbe altissimo e non credo che i fondi europei potrebbero coprirlo». In merito all’attuale impasse determinato dalla volontà dell’esecutivo gialloverde di sottoporre la Torino-Lione a un’ennesima verifica ha spiegato: «Il governo italiano chiede tempo per fare un’analisi costi-benefici. Ce ne sono state sette, possiamo aspettare l’ottava. Però i partner sono tre, e senza la Francia e la Ue non può essere fatta. Temo si stia perdendo tempo, ma eventuali ritardi sono un problema che i politici sono in grado di affrontare. Siamo preparati a discutere e negoziare. La Torino-Lione è un’opera molto costosa ma che porterà benefici molto alti, il finanziamento europeo per la tratta internazionale salirà dal 40% finora previsto al 50%». L’Europa si farebbe carico così di 4,3 miliardi, mentre la spesa per l’Italia scenderebbe da 2,98 a 2,48 miliardi di euro

Accompagnata dal direttore generale  di Telt, Mario Virano, Radičova è entrata nella galleria di Saint-Martin-La-Porte, dove la fresa ha superato il 60% dello scavo di 9 km nell’asse e nel diametro del tunnel di base del Moncenisio, area in cui attualmente sono al lavoro 450 operai,  impegnati 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Nel dibattito sulla Tav va considerato anche l’ambiente: «Le strade del nord Italia sono sovraffollate di tir che rendono letteralmente impossibile viaggiare. È tempo di spostare il traffico dalla gomma alla ferrovia. Un eventuale stop sarebbe orribile per l’ambiente, per il traffico, per il lavoro e per l’industria delle costruzioni - sottolinea la politica slovacca -. Immaginate tutti i corridoi ad Alta Velocità attraverso l’Europa e solo qui al confine tra Italia e Francia il blocco. Non posso crederlo, spero che i tre partner, Italia, Francia e Unione Europea, siano abbastanza aperti da trovare un modo per completare il lavoro che è stato iniziato». La deadline indicata dalla responsabile del Corridoio europeo è di poche settimane: «Entro fine anno vorremmo conoscere le decisioni del governo italiano», ha dichiarato.

«È una testimonianza fisica che ci ha chiesto la nostra comunità», spiega Simonetta Carbone. «Stiamo constatando lo stato di avanzamento dei lavori che è importante - dice Roberta Castellina, l’architetto del gruppo -. È un  tunnel pronto ad accogliere i binari. Dopo di questo vengono armamento, segnalamento e elettrificazione, elementi fondamentali di una linea. L’ordine e la pulizia di questo cantiere dimostrano che c’è un’ottima direzione lavori. C’è attenzione alle persone che lavorano». Le donne hanno potuto osservare il funzionamento della talpa e del sistema che monta i conci di cemento alle pareti appena scavate. Adele Olivero è stupita dal livello tecnologico: «Andiamo avanti come la talpa Federica», conclude Patrizia Ghiazza manifestando la volontà del gruppo di proseguire nell’impegno.

La Radičova, sottolineano le animatrici di “Sì, Torino va avanti”, «ha apprezzato il nostro appoggio e ci ha fatto i complimenti. Siamo molto contente e abbiamo un grande entusiasmo, questo è un appoggio della società civile, che va oltre la politica. Riteniamo che sia un elemento importante».

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