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A Milano non è più Tempo di libri

La rassegna nata per fare concorrenza alla Fiera di Torino getta la spugna. Non si svolgerà il prossimo anno, ufficialmente per cambiare la formula. Il presidente degli editori Levi annuncia che l'Aie non parteciperà all'asta per il marchio

A Milano non è più Tempo di Libri. Dopo due edizioni, nel 2019 il salone milanese getta la spugna. La rassegna nata dallo strappo dell’associazione degli editori dalla “storica” manifestazione torinese ufficialmente salta un turno, annunciando un ripensamento della propria formula. A comunicarlo è stato Ricardo Franco Levi, presidente dell’ Aie al termine della riunione di oggi del Comitato di presidenza e del Consiglio generale.

“Adesso, ha spiegato Levi – procediamo a un’ipotesi di sviluppo che si inserisce in un sistema diversificato, ma che sarà portato avanti con grande prudenza, un passo alla volta”. Il progetto sarà presentato “a febbraio”, mese in cui sarà anche “presentato il titolo. che potrebbe rimanere lo stesso, ma anche cambiare. Nulla è escluso”. La data prevista al momento è febbraio 2020. “Se l’ultima edizione l’abbiamo fatta in occasione della festa della donna, ho proposto la data di San Valentino” ha precisato Levi.

Il presidente Aie ha voluto puntualizzare in più occasioni che tutto questo non è frutto della presa d’atto di un flop. “Non c’è nulla che non abbia funzionato, a partire dal programma innovativo. Ci sono stati 100mila visitatori. Hanno funzionato anche i conti che parlavano di pareggio entro il terzo anno. L’elemento del cambiamento di formula risponde a un prendere atto che comunque non sarebbe stato opportuno portare avanti il progetto di una fiera che di fatto riproponeva un modello analogo a quello di Torino. Tutto questo avrebbe comportato di per sé una duplicazione di investimenti”. Insomma, tramonta tra lo scorno la velleità di fare concorrenza alla Fiera subalpina, anche se la stessa continua a navigare in acque ancora piuttosto agitate. A partire dalla vicenda del marchio.

A tal proposito l’Aie ha annunciato che “non parteciperà” all’asta, il 24 dicembre, “cosa che avrebbe avuto senso in un progetto condiviso”, ha spiegato. Lo stesso Levi, parlando della nuova identità di Tempo di libri che diventerà una fiera “dedicata in via prioritaria alle nuove generazioni, ai ragazzi fino a 21 anni”, “alle innovazioni tecnologiche e alla trattazione dei diritti” e si “svolgerà nel 2020, con mese ideale febbraio”. Svanisce così ogni possibilità di contrapposizione con Torino, “anzi questo mette Milano e Torino come due pedine fondamentali. Questo non vuol dire che tutti quelli che andranno a Torino verranno a Milano. Ogni fiera si indirizza a un pubblico specifico”, ha sottolineato il presidente dell’Aie.

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