Democratici sui banchi di scuola
08:00 Venerdì 18 Maggio 2012Un (altro) convegno per discutere sullo stato dell'istruzione. Dimenticata la Pellerino, contestazioni in vista per Fassino e Profumo, dopo la recente querelle sui servizi all'infanzia
Il Pd torna a scuola. E’ già tempo di esami di riparazione per il partito che amministra la città di Torino, soprattutto dopo le lacerazioni patite per la decisione di esternalizzare il servizio in alcuni asili nido. Un tasto evidentemente dolente, come un compito in classe risultato insufficiente, e per questo negli ultimi giorni fioccano i convegni sul tema: un po' per tamponare la perdita di consenso in un segmento tradizionalmente "de sinistra", un po' per cercare di orientarsi nei meandri di riforme promesse, attuate, vagheggiate. “La scuola che cambia” è il titolo dell’incontro che si svolgerà sabato alla Gam, moderato dal consigliere comunale Luca Cassiani, al quale parteciperanno il sindaco Piero Fassino, la responsabile nazionale scuola del Pd Francesca Puglisi, e il ministro Francesco Profumo.
Tre politici al centro di recenti polemiche (seppur di diversa natura) che rischiano di essere bacchettati nel corso di una manifestazione che starebbero organizzando i sindacati di base. A scatenare l’ira delle maestre, di una parte delle maestre dalla penna rossa, armate fino ai denti di righello e gessetti, potrebbe essere proprio Pierino, al secolo Piero Fassino, reo di aver lasciato a casa 330 maestre precarie. Rischia grosso anche il ministro Profumo, già contestato la settimana scorsa al Lingotto, durante il convegno dei giovani di Muoviti per la Novità, da un gruppo di studenti universitari, che ormai rischia gli insulti ogni volta che mette piede nel capoluogo, che per un pelo non si è trovato ad amministrare.
A testimoniare come l’argomento abbia già provocato divisioni e dissidi nella maggioranza, c’è la rumorosa assenza (giustificata) dell’assessore Mariagrazia Pellerino, neanche invitata dagli organizzatori, e per questo dispensata dal dover inventare fantomatici interventi medici, come quando lasciò perdere le proprie tracce di sé in Sala Rossa, salvo tornare esibendo una evidente tintarella. Un altro segnale della freddezza che partito e maggioranza in Sala Rossa – oltre naturalmente a Fassino – evidenziano nei confronti dell’assessora pasionaria, pronta a minacciare le dimissioni sui giornali se il primo cittadino non avesse sposato le sue congetture e poi pronta a sposare un provvedimento dal quale è stata tenuta ben alla larga. “Sarà l’occasione per discutere e avanzare le nostre proposte” dicono gli organizzatori. Proprio dopo che le decisioni sono già state prese? Qualcuno non deve aver sentito la campanella.



