Polliotto, una poltrona di troppo

L’avvocato torinese siede nel cda di Fsu, socio di maggioranza di Iren, e di Biancamano, gruppo che si è aggiudicato un appalto della società elettrica. Conflitto di interessi?

Siede nel consiglio di amministrazione di Fsu, la finanziaria che detiene il pacchetto di maggioranza relativa di Iren (33,3%), e contemporaneamente risulta nel board di Biancamano, holding operante nel campo dell’igiene ambientale che, attraverso la controllata Aimeri, si è aggiudicata un appalto di oltre 4 milioni di euro da Iren Emilia. Al centro di questo intreccio di interessi pubblici e privati, in potenziale conflitto, c’è Patrizia Polliotto, avvocato torinese, difensora dei consumatori, collezionista di incarichi e prebende (dalla Compagnia di San Paolo  a Finmeccanica) e, soprattutto, compagna del senatore pidiellino Aldo Scarabosio. La vicinanza al partito del Cavaliere è un tratto che accomuna l’avvocato Polliotto ai vertici della Biancamano: Pier Paolo Pizzimbone, vicepresidente e fratello del presidente e maggior azionista Giovanni Battista, è stato candidato del Pdl alla Camera.

 

La vicenda, segnalata dal Resto del Carlino, potrebbe avere presto dei risvolti amministrativi. Tutto ruota attorno al ruolo della Aimeri, erede della Manutencoop Servizi Ambientali, acquisita proprio da Biancamano nel settembre 2009: un’azienda attiva nel settore della raccolta differenziata, vincitrice lo scorso 6 marzo, in associazione temporanea con Assoplast, di una gara per la raccolta dei rifiuti solidi urbani in provincia di Reggio Emilia. È vero che la nomina della Polliotto è successiva (27 aprile), ma il punto è che il doppio incarico configura il tipico caso di coincidenza nella stessa persona dei ruoli di “controllore” e di “controllato”. Se non illegittima, di certo una situazione imbarazzante.

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