Grugliasco, l’Idv vicina alla rottura

"Vogliamo un assessore" ruggisce la segretaria Spinosa, ma la giunta è già stata presentata (anche se incompleta). Montà rischia di perdere subito un pezzo e teme trame trasversali

“L’Idv deve avere un assessore”. La segretaria provinciale Mariacristina Spinosa (foto sotto) questa volta lo ha detto chiaramente al neo sindaco Roberto Montà. I dipietristi non si accontenteranno della presidenza del Consiglio a Florinda Maisto che l’assemblea, per contro, era già pronta a far saltare secondo i rumors provenienti dalla città della Gru. L’aspetto paradossale è che l’esecutivo di Montà è già stato presentato alla stampa martedì, seppur ancora privo di un elemento - che però spetta ai Moderati - e tornare a metterci le mani è una prospettiva che il primo cittadino neanche vuole prendere in considerazione.

 

La situazione è quanto mai fluida e frutto di diverse dinamiche, in gran parte anche all’esterno dei confini cittadini. C’è addirittura chi si spinge a delineare trame disegnate direttamente in Consiglio regionale, dove il segretario piemontese dell’Idv Luigi Cursio siede al fianco del democratico Mauro Laus, che si era posto a capo della pattuglia di ribelli che hanno sfidato Montà alle primarie e sono stati estromessi dalle liste elettorali in seguito alla sconfitta. “E’ Laus che sta armando l’Idv” tuonano i più stretti collaboratori del sindaco. In realtà il partito dell’ex pm Antonio Di Pietro è tutto tranne che un monolite e Cursio non è padrone neanche di muovere un dito. Il tema semmai è un altro. Da Torino non è stata affatto apprezzata la gestione delle trattative da parte di Marco D’Acri, assessore grugliaschese in Provincia, anche lui sconfitto da Montà alle primarie.

 

Il mediocre risultato elettorale (6,47% dopo il 10% ottenuto alle Regionali del 2010 e oltre il 12% delle Provinciali 2009) e la mancata rappresentanza nell’esecutivo lo hanno di fatto delegittimato, costringendo la Spinosa a prendere in mano la situazione, anche se fuori tempo limite. A impedire un accordo nei tempi prestabiliti era stata la ferma volontà del sindaco di non inserire la Maisto, seconda eletta, in giunta: “E’ un quadro di una cooperativa che lavora direttamente con il Comune, che segnale diamo?” ha sbottato. Ma i dipietristi non hanno mai presentato un altro nome. E in più c’è la questione Giuseppe Di Silvestro: è il primo escluso e l’ha giurata pubblicamente a Montà che ora non vuole promuovere un eletto per evitare che subentri lui. Di lì l’impasse nella quale è sprofondato D’Acri con tutto il partito, accontentandosi, alla fine, di una soluzione al ribasso “perché alla Maisto qualcosa dovevano pur dare” svela uno spiffero. Intanto lunedì 28, fra tre giorni, si celebrerà il primo Consiglio comunale e ad oggi non c’è un’ipotesi di presidente e la giunta precaria potrebbe essere sconvolta in tempi brevi.

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