Alessandria, Fabbio perde la testa

L’ex sindaco finisce sul banco degli imputati per la pesante sconfitta elettorale. Apre il fuoco il giovane Locci, lo segue Priano. E il gruppo pidiellino rischia di spaccarsi

DIVISI Priano e Fabbio

Non sarà Piercarlo Fabbio a guidare l’opposizione a Palazzo Rosso. L’ex sindaco è indicato come il principale imputato della disfatta elettorale del Pdl che ha consegnato il Comune di Alessandria alla democratica Rita Rossa e con la poltrona di primo cittadino perde ora anche la leadership del centrodestra cittadino. Il primo a chiedere un taglio netto con il passato è stato Emanuele Locci, il più votato tra i pidiellini, che a urne appena chiuse, di fronte alla Caporetto del centrodestra, ha invocato un netto cambio di rotta: « La vecchia classe dirigente deve capire che è giunto il momento di passare il testimone e deve rendersi protagonista e motore di questo cambiamento. Se lo farà, si renderà protagonista di una nuova fase politica per il Paese. Se non lo farà, il cambiamento arriverà lo stesso… ma sarà molto più traumatico!».

 

Le parole bellicose del giovane consigliere non sono che la punta dell’iceberg di un malcontento che serpeggiava da tempo tra le file dei berlusconiani mandrogni e che la sconfitta ha reso manifesta. L’ex capogruppo Fabrizio Priano, parecchio critico, soprattutto nell’ultima fase, nei confronti della gestione di Palazzo Rosso, non intende riconoscere a Fabbio il ruolo di capo dell’opposizione. E a costo di rompere l’unità della rappresentanza del partito minaccia di formare con i suoi fedelissimi un gruppo autonomo. Priano ritiene necessario dare un taglio netto con il passando, individuando subito un percorso che porti a costruire nei prossimi cinque anni a «un’altra figura candidata alle elezioni» per il 2017.

 

È resa dei conti, insomma, che avrà il suo culmine questa sera nella riunione del coordinamento provinciale del partito. E dove, c’è chi assicura, per Fabbio saranno davvero dolori.

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