Palazzo Civico, manovre nelle retrovie

I consiglieri democratici più critici nei confronti della gestione Lo Russo danno vita a un tavolo comune. Si dialoga con Curto (Sel) e Sbriglio (Idv). Tricarico in veste di gran burattinaio

IN FERMENTO Il gruppo Pd in Sala Rossa

Per ora c’è stata poco più di una pizza, qualche abboccamento, ma soprattutto c’è un comune tramestio sulla gestione politica del capogruppo in Sala Rossa Stefano Lo Russo. Proprio alla vigilia di un tour de force per il Comune di Torino, tra i banchi dell'assemblea cittadina c’è chi si organizza per costituire un’area critica interna alla maggioranza, con l'obiettivo di incalzare il sindaco Piero Fassino e la sua amministrazione su tre o quattro temi sensibili e controversi. A lavorare nelle retrovie, assumento una posizione volutamente e solo in apparenza defilata, il consigliere ed ex assessore alla Casa Roberto Tricarico.

 

Antiche ruggini, ma soprattutto questioni di merito in vista dell’approvazione del bilancio e delle dismissioni delle partecipate  sono al centro della quanto mai atipica réunion, trasversale alle tradizionali appartenenze di corrente, che starebbe prendendo forma. A farne parte, oltre al gran manovratore Tricarico, la fedelissima Marta Levi, ex esponente della giunta Chiamparino anche lei, al suo fianco dai tempi della nascita della mozione Marino. E poi il gruppo che lo aveva sostenuto nella battaglia per il capogruppo, poi persa con Lo Russo: Marco Muzzarelli e Guido Alunno (vicini al consigliere regionale Davide Gariglio) e Gianni Ventura e Domenico Carretta (Mauro Laus), senza contare gli ottimi rapporti che “Tric” com’è chiamato nei palazzi, conserva con il capogruppo dell’Idv Giuseppe Sbriglio e soprattutto di Sel Michele Curto, anche se quest'ultimo non sarebbe troppo ben visto dai cattolici moderati per alcune prese di posizione considerate ideologiche e pretestuose. Resta per il momento fuori il terzo consigliere "garigliano" Domenico Mangone, impegnato in una personalissima guerra contro il sindaco, che conduce in solitaria da battitore libero.

 

Il progetto è quello di “organizzare il dissenso”, costituendo un’area pronta a darsi manforte e che funga da contraltare al gruppo dei lealisti a oltranza (Lo Russo, Michele Paolino, Alessandro Altamura, Domenica Genisio e Fosca Nomis, oltre ai Moderati Gabriele Moretti e Michele Dell’Utri e all’ex dipietrista Giovanni Porcino).

 

Alleanze e convergenze che dalla Sala Rossa potrebbero essere trasposte anche in via Masserano, dove l’asse tra la segretaria del Pd torinese Paola Bragantini con il suo omologo regionale Gianfranco Morgando - sostenuta dalle tessere della famiglia Gallo e con il patrocinio di Fassino attraverso la sua anima grigiastra Giancarlo Quagliotti – inizia a infastidire molti da Palazzo di Città a Palazzo Lascaris.

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