Compagnia, atto secondo: solito teatrino
08:15 Lunedì 28 Maggio 2012La Regione apre il balletto per un altro giro di nomine alla fondazione San Paolo. Nessuna novità tra i papabili. Il centrodestra diviso tra Cavino e Palestro. Fassino punta su Migone
È l’ora dei rincalzi. Alla Compagnia di San Paolo vanno rimpiazzati i consiglieri “promossi” nel Comitato di gestione, organo di governo della fondazione, e per gli enti si apre così un’altra girandola di nomine. Il primo ad aver attivato la procedura – che deve concludersi per tutti entro la fine di luglio - è la Regione: il bando per sostituire Patrizia Polliotto, quota centrodestra (asse Scarabosio-Crosetto-Ghigo), è stato pubblicato venerdì scorso con scadenza il prossimo 8 giugno. Secondo i rumors di Palazzo Lascaris la corsa è a due, tra l’ex preside di Medicina Giorgio Palestro, molto sponsorizzato dall’area ciellina del Pdl e gradito, a quanto pare, da Roberto Cota, e il costituzionalista Massimo Cavino, docente all’Università del Piemonte Orientale, sostenuto dalla componente azzurra di Progett’Azione, ma stimato anche in larghi settori del centrosinistra. La decisione avverrà dopo l’ennesimo braccio di ferro interno al principale partito della maggioranza, a meno che il governatore all’ultimo decida di sparigliare recuperando la candidatura di Luigi Terzoli, anche se, al momento, l’ipotesi viene data per remota.
A ruota seguiranno il Comune di Torino che deve designare il subentrante al neo presidente Sergio Chiamparino e la Provincia di Torino che, grazie alla scelta “di alto profilo” fatta a suo tempo, quella dell’economista Gian Maria Gros-Pietro, raddoppia il suo peso nel parlamentino di corso Vittorio. A Palazzo Civico circolano insistentemente i nomi dell’ex senatore diessino Gian Giacomo Migone (favorito) e di Antonio Rossomando, decano dei penalisti e padre della deputata Pd Anna, in passato già membro della Compagnia. A Palazzo Cisterna, invece, molti scommettono sul ripescaggio del giurista Stefano Ambrosini, componente del precedente esecutivo, ma c’è chi si aspetta da Antonio Saitta un colpo di coda irrituale, tipico di chi agli sgocciolo del mandato (magari concluso con qualche mese di anticipo) mette in campo strategie utili al proprio futuro.



