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POLITICA & SANITA'

Infermieri sul piede di guerra

Inizia oggi la campagna contro il demansionamento. Finale il 10 maggio in piazza Castello a Torino. Un documento per Chiamparino. Le ricette del sindacato Nursing Up: "Servono nuove assunzioni e maggiore organizzazione"

Cinque giorni di mobilitazione generale, da oggi al 10 maggio, per protestare contro l’utilizzo improprio del personale infermieristico, una prassi dovuta in gran parte a una carenza culturale, ma soprattutto di personale all’interno dei nosocomi piemontesi e del resto d’Italia. #noaldemansionamento è il claim della campagna condotta dal sindacato degli infermieri Nursing Up che ha allestito un infopoint sull’iniziativa all’ospedale Molinette.

“Tagliare le risorse destinate alla Sanità significa comprimere i diritti che fanno capo sia al cittadino, che chiede legittimamente di essere curato, sia agli infermieri costretti a svolgere funzioni improprie, come rifare i letti, portare provette in laboratorio, spostare i pazienti da un reparto all’altro – si legge in una nota del Nursing Up -. Il tutto con ricadute immancabili sui servizi erogati”.

Una delegazione del Nursing Up consegnerà un documento a Sergio Chiamparino in cui si formalizza lo stato di mobilitazione in tutte le aziende sanitarie del Piemonte e chiederà un incontro con i vertici regionali. A capo di questa emergenza c’è innanzitutto una criticità legata all’ormai cronica carenza di personale: “Solo in Piemonte i pensionamenti potranno portare un vero e proprio esodo di quasi 1260 infermieri tra coloro che hanno raggiunto l’età pensionabile in base alla Fornero e coloro che potranno sfruttare “Quota 100” (sono circa 700 su base regionale) – prosegue la nota –. Un fatto che non può essere ignorato e va affrontato con un’azione immediata per pianificare le assunzioni. Prima che l’emergenza si trasformi in una vera catastrofe”.

“È giunta l’ora di serrare i ranghi – attacca Claudio Delli Carri, segretario piemontese del Nursing Up -. Sopportiamo da troppo tempo condizioni di lavoro inaccettabili, a fronte di un’evoluzione della figura dal punto di vista della responsabilità professionale e dell’inquadramento ordinistico (l’albo nazionale oggi conta 450mila unità, di cui 270mila in forze alla pubblica amministrazione) che è priva dei relativi riconoscimenti.  Il demansionamento degli infermieri, e il loro utilizzo improprio, scaturisce come conseguenza delle criticità del contesto sanitario, caratterizzato, oggi più che mai, dalla disorganizzazione del lavoro che dipende dalla carenza o assenza di personale ausiliario e da politiche sanitarie tese a depauperare il Servizio pubblico”.

Non sarà solo un momento di protesta, ma “coinvolgeremo i cittadini, proponendo attività gratuite come la misurazione della pressione e della glicemia che vedranno gli infermieri espletare alcune procedure di esclusiva competenza professionale infermieristica”. La mobilitazione si concluderà il 10 maggio in piazza Castello: durante quella mattinata sono previsti dibattiti e incontri con i rappresentanti locali delle istituzioni.

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