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GIUSTIZIA

Avvocati in sciopero contro il governo

Tre giorni di astensione dalle udienze, da oggi al 10 maggio, per i penalisti di tutta Italia. Nel mirino un esecutivo che "traduce in legge slogan populisti e giustizialisti". Dalla legittima difesa allo Spazzacorrotti: ecco tutti i provvedimenti contestati

Uno sciopero per protestare contro “riforme che vanno contromano rispetto allo spirito del codice di procedura e alla necessità di sveltire i processi”. Tre giorni di astensione dalle udienze per gli avvocati della Camera Penale del Piemonte occidentale (da oggi al 10 maggio) per protestare contro il governo e i suoi provvedimenti. La mobilitazione è stata proclamata a livello nazionale dall’Ucpi-Unione delle Camere penali italiane.

Sono diverse le misure che, recentemente, hanno destato la contrarietà dei penalisti. L’esclusione del rito abbreviato per i reati puniti con l’ergastolo, per esempio, è definita dall’Ucpi “populista e giustizialista”, ispirata a “una idolatria della pena detentiva” e a “un sempre più manifesto disprezzo del principio della legalità della pena”. Luca Dalla Torre, vicepresidente della Camera Penale torinese, mette l’accento sul fatto che questi processi saranno inevitabilmente più lunghi e provocheranno “intasamenti e rallentamenti” nei tribunali. La riforma della legittima difesa e la cosiddetta Spazzacorrotti sono altre misure che non sono state accolte con favore. "È una deriva - dice Dalla Torre - che avrà dei prezzi altissimi. E li pagheranno i cittadini”. Secondo la Camera penale del Piemonte una riforma “essenziale” è invece la “separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri”, che per il codice di procedura significherebbe “l’ingresso nella maturità a trent’anni dalla sua entrata in vigore”.

Per l’Unione delle camere penali il governo “traduce slogan populisti e giustizialisti in leggi senza preoccuparsi della compatibilità e del coordinamento con il complessivo sistema normativo e, soprattutto, con la Costituzione”. “Ciò avviene”, si legge nella nota della Camera Penale, “nonostante pareri radicalmente negativi espressi non solo dagli avvocati penalisti, ma anche dell’Associazione nazionale magistrati, dal Consiglio superiore della m e dagli accademici”. Anche sulla legittima difesa non mancano le perplessità, una legge che “depurata dell’effetto propagandistico, si rivela incompatibile con i fondamentali principi del diritto penale”.

“Esiste poi il problema veramente drammatico della violenza sulle donne, cui il legislatore sa rispondere solo con l’inasprimento delle pene, fino all’introduzione di sanzioni neobarbariche quali quelle chimico-corporali, senza rendersi conto di non doversi sempre porre alla costante ricerca di nemici sociali da combattere ed annientare. La soluzione imporrebbe interventi organizzati e strutturati di natura culturale ed educativa, il cui concepimento è certamente più impegnativo e faticoso, ma anche socialmente più utile”. Inoltre “si cominciano a percepire gli effetti della Spazzacorrotti, prodotto di politica normativa tanto decantato, ma svilito dalla dimenticanza di doverose norme transitorie”, mentre il decreto sicurezza “ha decretato solo l’aumento di coloro che devono essere considerati irregolari ai fini della cancellazione della protezione umanitaria, senza migliorare minimamente né l’operatività, né le condizioni, sempre più drammatiche, dei centri di permanenza per l’accertamento dell’identità e per il rimpatrio”.

Con le tre giornate di astensione dal lavoro gli avvocati penalisti vogliono lanciare un “forte segnale di allarme per la sconsiderata ed ossessiva ricerca di norme sempre più caratterizzate da preoccupante cinismo, inutilmente punitive e in palese contrasto con i principi della Costituzione, senza mai rivelarsi realmente efficaci rispetto agli obbiettivi dichiarati”.

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