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OPERE & OMISSIONI

La propaganda viaggia in Metro

Appendino annuncia per l'ennesima volta lo stanziamento dei fondi per il prolungamento della linea 1 e altri interventi. Oltre 200 milioni peraltro finanziati dal governo precedente. Ora però dovrebbe far partire i bandi (e i cantieri)

Il primo annuncio arrivò nel dicembre 2017, quando l’allora governo Gentiloni comunicò che entro la fine dell’anno un apposito decreto avrebbe stanziato i 148 milioni necessari al completamento della Metro 1 da Collegno a Cascine Vica: squilli di tromba, soddisfazione di tutte le forze politiche, l’hinterland a Ovest del capoluogo poteva finalmente celebrare un momento tanto atteso da tutti i cittadini di Collegno, Rivoli e zone limitrofe. Il ministro Graziano Delrio viene in Piemonte a presentare un pacchetto d’investimenti che prevede inoltre 75 milioni per l’acquisto di nuovi tram e altri 14 milioni per due treni Val della Metropolitana. Siamo in campagna elettorale, questa è la dote con cui il centrosinistra spera di ottenere di nuovo la fiducia degli elettori. Non sarà così.

Passano oltre otto mesi, intanto le urne decretano la sconfitta del Pd. Nasce l’esecutivo giallo-verde: all’inizio dell’agosto 2018 la Conferenza unificata concede il via libera allo schema di decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul riparto delle risorse per il finanziamento e la realizzazione di infrastrutture per il trasporto pubblico. Si tratta esattamente dei 148 milioni per il prolungamento della Metro 1 e dei 75 milioni destinati all’acquisto di nuovi tram, che un ricorso della Regione Veneto, accolto dalla Corte costituzionale, aveva bloccato. L’assessora ai Trasporti Maria Lapietra, in versione slurp, ringrazia il ministro Toninelli e tutto il suo staff: “Finalmente ora potrà riprendere l’iter per la convenzione e la pubblicazione dei bandi di gara”. Dunque, si parte? No.

Da allora, infatti, è trascorso quasi un altro anno e oggi Chiara Appendino annuncia: “Questa mattina la giunta ha approvato una convenzione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che prevede  centinaia di milioni di investimento per il trasporto pubblico di Torino, tra il 2019 e il 2025”. Ora, dice la sindaca, “possono partire i bandi”. Ma di cosa si tratta? Esattamente lo stesso pacchetto di investimenti stanziati dal precedente governo (con l’aggiunta di 10 milioni per il prolungamento di corso Venezia fino alla tangenziale). Ora, al di là dell’annuncite cronica di cui pare affetta la prima cittadina, la domanda da porsi è un’altra: com’è possibile che sia passato più di un anno e mezzo per siglare la convenzione con il Mit dopo che il governo Gentiloni aveva stanziato i fondi? Cosa aspetta la sindaca a far partire, assieme ai post sui social, i bandi e i cantieri?

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