Monge

Eliminare il contante, pessima idea

Dell’eliminazione del contante abbiamo parlato in più occasioni cercando di spiegare che ha poco a che fare con la lotta all’evasione, ma molto di più con l’instaurazione di uno stato di polizia con la conseguente eliminazione di ogni privacy e con l’aiuto alle banche che riducono i costi e aumentano le masse amministrate. Anche sul quotidiano della Confindustria ormai sottomesso al pensiero dominante è comparso un articolo che inneggia all’abolizione del contante. Oltre alle considerazioni brevemente illustrate, non bisogna dimenticare che ogni riduzione della libertà individuale è sempre un fatto negativo. Dovremmo sempre evolvere verso una situazione di maggiore libertà, in cui la vita  umana sia sempre più guidata dalla volontarietà e sempre meno dalla coercizione.

Premesso questo, c’è un pericolo sotteso all’abolizione del contante ed è quello legato ad una crisi sistemica che bloccherebbe tutti i pagamenti e quindi tutte le transazioni. Il contante è un sistema decentralizzato che non fa dipendere da un terzo una transazione: ho i contanti, pago e usufruisco del bene o del servizio scelto. In una transazione senza contanti devono intervenire altri soggetti per effettuare la compravendita: la banca del venditore e quella del compratore come minimo. In più ci potrebbe essere un terzo soggetto che intermedia fra le due banche. E non è finita. Il venditore deve essere dotato di un collegamento telefonico e di apposita apparecchiatura senza dimenticare la necessità della corrente elettrica per tenere in funzione gli apparati elettronici. Una transazione in contanti non ha bisogno di elettricità o di apparecchiature elettroniche: passa da una mano ad un’altra senza tante complicazioni. Un blackout bloccherebbe tutte le transazioni. Un problema informatico alla vostra banca, bloccando il conto, vi impedirebbe di fare la spesa o di comprare delle medicine. Più i sistemi diventano complessi più un loro malfunzionamento genera danni sempre più gravi. In caso di calamità come terremoti, inondazioni o guerre è molto più facile continuare ad usare il contante nelle transazioni. Il contante è un sistema semplice e decentralizzato che non dipende da altre apparecchiature.

Per questioni tecniche ed economiche le transazioni che avvengono in maniera elettronica spingono le aziende a conseguire economie di scala e pertanto gli operatori tendono a ridursi. Il collasso di un singolo operatore rischia di creare danni sistemici. Ovviamente chi opera nei sistemi di pagamento prende delle cautele anche perché obbligato dalla legge. Ma si possono prevedere tutti i rischi e prendere le adeguate contromisure? Quanto si può essere sicuri se il contante sparisse del tutto?

print_icon