Sindaco in ansia per il suo portavoce

In Sala Rossa si torna a parlare di Giovannetti e del suo astronomico stipendio, nel giorno in cui si discute un'interpellanza di Sbriglio. "Fategliela ritirare" è il diktat di Fassino ai suoi

FIANCO A FIANCO Giovannetti e Fassino

Basta pronunciare il suo nome a Palazzo di Città per suscitare una mole di imbarazzo. Chi si limita a una smorfia indispettita, chi allarga le braccia, chi prende e si allontana scuotendo la testa. A un anno di distanza dalla sua assunzione, di Gianni Giovannetti, portavoce del sindaco Piero Fassino ingaggiato a 186.268 euro all’anno, ancora si parla con un malcelato fastidio. E come nelle buone famiglie, anche nel Consiglio comunale di Torino c’è chi tenta di placare discretamente i propri tramestii e chi invece è pronto a metterli in piazza.

 

Finora il primo cittadino si è posto sempre in prima persona a parare i colpi di maggioranza e opposizione in Sala Rossa, rivendicando il diritto di circondarsi di collaboratori di sua fiducia ed evidentemente di pagarli quanto meritano. E poco importa se poi gli si fa notare che l’ex cronista del Messaggero non è neanche laureato. Durante la prima riorganizzazione interna del personale, non mancarono le pressioni per farlo subentrare addirittura nel Codir, cabina di regia ristrettissima della quale fanno parte solo i sette megadirettori di Palazzo Civico, ma anche in quella occasione il blitz venne prontamente sventato.

 

Ieri, a quanto si racconta, un Fassino più teso del solito si sarebbe attaccato al cellulare per contattare personalmente alcuni dei suoi più leali consiglieri. Oggetto delle telefonate l’interpellanza proposta dall’irruento capogruppo dipietrista Giuseppe Sbriglio – in discussione stamani in Consiglio – in cui ancora una volta l’ex assessore di Sergio Chiamparino punta il dito contro Giovannetti, in questo caso asserendo che costerebbe quanto la metà degli operatori dei musei che hanno rischiato di rimanere senza lavoro per via dei tagli del Comune. In modo, a quanto si dice, perentorio, Fassino ha chiesto ai suoi interlocutori di mettere in campo tutto il loro charme per convincere Sbriglio a ritirare l’interpellanza dal titolo “Un portavoce del sindaco che costa come 25 lavoratori dei musei”. Se lo conoscesse bene, probabilmente saprebbe che sta sprecando il suo tempo. Interpellato dallo Spiffero, infatti, il capogruppo Idv risponde: «Per ora non mi ha contattato nessuno. Comunque se vogliono che ritiri quel documento basta che mandino a casa Giovannetti e diano il buon esempio in una situazione tanto delicata per le casse comunali».

 

Nell’ultima abbuffata di nomine Sbriglio non è neanche stato interpellato e lui non se ne duole. Intanto questo è solo l’antipasto, in attesa che venga calendarizzata la mozione in cui propone un nuovo regolamento più stringente per l’assunzione di personale esterno da parte del Comune. Più di un consigliere democratico lo avrebbe esortato a procedere senza indugi, qualcuno con la promessa di garantire anche il proprio voto: «Forse su di loro potrà esercitare le sue pressioni, io alle minacce sono insensibile».

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