SACRO & PROFANO

La Chiesa valdese Trotta

Eletto il successore di Bernardini al vertice della Tavola: è una "moderatora" metodista 51enne laureata in Giurisprudenza a Palermo. Nei prossimi sette anni sarà lei a guidare i rapporti con lo Stato e a delineare l'agenda

AlessandraTrotta è il nuovo moderatore, anzi in ossequio al political correctnessla “moderatora” della Tavola valdese, organo che rappresenta ufficialmente le chiese metodiste e valdesi nei rapporti con lo Stato e con le organizzazioni ecumeniche. Succede a Eugenio Bernardini, pastore molto apprezzato protagonista dello storico incontro con Papa Francesco nel Tempio di Torino.

La Tavola è composta da sette persone, tra pastori e laici, con incarico annuale rinnovabile al massimo per sette anni. Prima metodista a ricoprire questo incarico, la Trotta è stata consacrata al ministero diaconale nel 2003. Cinquantuno anni, laureata in Giurisprudenza a Palermo, ha esercitato la professione di avvocato civilista sino al 2001. Ha diretto il Centro Diaconale La Noce dal 2002 al 2010. Presidente dell'Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI) dal 2009 al 2016, ha successivamente svolto il ministero diaconale al servizio delle chiese metodiste e valdesi del XIII Circuito (Campania).

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Membro della Tavola valdese dal 2018, fra gli altri incarichi ecclesiastici ricoperti ci sono quello di sovrintendente del XVI Circuito (Sicilia), presidente del Sinodo, membro della Commissione per le discipline, membro dell’esecutivo del Consiglio metodista europeo (CME), responsabile dell’Ufficio affari legali della Tavola valdese e coordinatrice del gruppo di lavoro per la tutela dei minori. Al termine dei lavori, il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi ha eletto, come ogni anno, i propri organi esecutivi e amministrativi. Il Sinodo si chiuderà con il consueto culto liturgico di Santa Cena presso il tempio di Torre Pellice.

Il primo discorso pubblico di Trotta come nuova moderatora spazia sui grandi temi sociali e teologici: impegno sociale, ecumenismo, tutela dei diritti umani, democrazia e giustizia. Tre le parole chiave del suo discorso: “noi”, “ribaltamento” e “unità”. “Un noi universale, non contrapposto a un voi che individua i nemici da cui difendersi, non settario, elitario né escludente” afferma Trotta, che indica la fede come via per superare la contrapposizione fra diritti individuali e sociali, fra benessere personale e bene comune. La parola ribaltamento, centro dell’etica cristiana, è il capovolgimento dello status, come dice il motto scelto dalla Commissione sinodale per la diaconia (Csd) per la sua campagna di sensibilizzazione: “Prima gli ultimi”. Terza parola, unità, intesa come compattezza, fondata non sull’autorità di un solo membro, ma sulla partecipazione egualitaria senza gerarchie. “La Chiesa è chiamata a vincere la spinta alla frammentazione, alla divisione, all’esclusione – sostiene la moderatrice –. Serve una collaborazione fondata sulla fiducia reciproca, per camminare insieme, invece che ciascuno per sé”. L’unità di cui si parla non è uniformità, “ma pluralità e riconoscimento gli uni degli altri”.

Il Sinodo ha eletto, come ogni anno, i propri organi amministrativi. Oltre alla nuova moderatora Trotta, sono stati eletti come membri della Tavola valdese: Erika Tomassone (vicemoderatora), Laura Turchi, Italo Pons, Greetje van der Veer, Dorothea Mueller, Ignazio Di Lecce. Il Sinodo ha riconfermato la pastora Mirella Manocchio quale presidente dell’Opera delle chiese evangeliche metodiste d’Italia (Opcemi) e il professor Fulvio Ferrario quale Decano della Facoltà valdese di teologia.

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