POLITICA & SANITA'

Psichiatria, stop alla riforma Saitta

Slitta la contestata delibera sulla riorganizzazione della residenzialità. L'assessore Icardi: "Voglio aprire un dialogo, non finire nelle aule di tribunale". Si torna al tavolo di confronto con operatori e associazioni famigliari dei pazienti

“Sulla residenzialità psichiatrica vogliamo aprire un nuovo dialogo tra la Regione e tutti i soggetti interessati, possibilmente lontano dalle aule dei Tribunali, dove sarebbe più difficile trovare delle soluzioni ragionate e idonee”. Con questi presupposti l’assessore alla Sanità Luigi Icardi ha annunciato la decisione di posticipare l’entrata in vigore della contestata e oggetto di ripetute modifiche delibera firmata dal suo predecessore Antonio Saitta.

Slitta, dunque, di mesi (ancora non è chiaro quanti) l’applicazione delle nuove norme che sarebbe dovuta scattare il prossimo 31 dicembre. Proprio questa data e l’avvio da parte delle Asl delle contrattazioni con i gestori delle strutture di accoglienza e cura ha indotto la nuova amministrazione regionale a stoppare tutto, prorogando fino all’estate del prossimo anno i contratti in essere. Un lasso di tempo che servirà a modificare la delibera, come annunciato da Icardi nel corso del tavolo regionale di applicazione e monitoraggio. “Non si tratta di rimettere tutto in discussione – ha spiegato l’assessore – ma certamente occorrerà impedire che i costi dell’assistenza ricadano sulle famiglie”. Sempre a detta del titolare della Sanità nella giunta di Alberto Cirio “sarà necessario inoltre fare chiarezza su aspetti molto delicati, come la scelta del luogo di cura, gli effetti della riconversione delle case di cura neuropsichiatriche e l'accesso alle strutture psichiatriche territoriali”.

E sono proprio questi i temi il cui approccio da parte della precedente amministrazione regionale erano stati duramente contestati dalle associazioni dei gestori delle strutture, così come da quelle dei famigliari dei pazienti. Ripetuti rimaneggiamenti della delibera non erano, tuttavia, valsi a trovare un via libera da parte dei soggetti interessati, aprendo la strada a numerosi ricorsi al Tar. Uno di questi sarà in discussione a novembre e proprio per evitare di spostare la questione dagli uffici di corso Regina alle aule del tribunale, l’assessore ha deciso di prorogare la situazione in essere, mettendo al contempo mano a una serie di modifiche con quel dialogo con strutture e famiglie che, come spesso denunciato da entrambi, era mancato in precedenza.

Va, peraltro, ricordato come la data del 31 dicembre come inizio dell’entrata in vigore della delibera Saitta era a sua volta frutto di un rinvio deciso in seguito al recepimento da parte della giunta di due ordini del giorno – uno del sovranista Gian Luca Vignale e l’altro di Andrea Appiano del Pd – votati lo scorso marzo. A quella decisione la precedente giunta di centrosinistra era arrivata anche e soprattutto dopo le ferme richieste  dei rappresentanti delle associazioni di categoria tra cui Anna Di Mascio di Legacoop, Luca Facta di Confcooperative, Barbara Bosi della Almm e poi Fenascop e Agci-Solidarietà che avevano vanzato l’istanza di posticipare al prossimo anno le nuove norme, così da mantenere per tutto il 2019 i contratti in corso.

La conseguente presa di posizione del Consiglio regionale su una delle disposizioni più controverse dell’allora assessore alla Sanità fu una sorta di utile compromesso che lasciava in campo la riorganizzazione, concedendo tuttavia tempo prime dell’entrata in vigore del nuovo sistema. Oggi Icardi quel termine di fine anno lo ha spostato ancora in avanti. Altri mesi che dovrebbero servire per modificare, per quanto possibile in accordo con operatore e famiglie dei pazienti, una norma nata male e che la precedente giunta non ha mai voluto cestinare e riscrivere daccapo, infilandosi tra durissime proteste e ricorsi dinanzi di ai giudici.

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