PALAZZO LASCARIS

"Aspettando Cirio...", il Pd incalza  il governatore

Duecentocinquanta emendamenti all'assestamento di bilancio "per affrontare le vere emergenze dei piemontesi" ma soprattutto per pungere un centrodestra che procede d'inerzia. E sul bollo "ennesima promessa disattesa"

“Si può fare di più e meglio, la maggioranza ci ascolti”. E per cercare di farsi sentire, come esorta il capogruppo Domenico Ravetti, il Pd mette sul tavolo dell’assestamento di bilancio 250 emendamenti. Un carico da undici, come si dice a briscola, dove i dem insieme a correttivi a suon di milioni, infilano anche spilli per cercare di svegliare il centrodestra da “un evidente immobilismo e, su alcune situazioni importanti, un’altrettanta evidente distanza dalle dovute assunzioni di responsabilità”.

Il sunto delle critiche all’azione e alla prospettiva di governo della Regione sta nel quadro tracciato dal capogruppo dem nel corso della presentazione alla stampa degli emendamenti: “Dal documento della maggioranza non emerge un solo segnale di natura sociale ed economica che incontri le esigenze dei piemontesi”. Così, “aspettando Cirio e la giunta…”, come hanno intitolato la loro iniziativa, i piddini entrano subito nella vera emergenza, quella provocata dall’alluvione delle scorse settimane, chiedendo di mettere subito a disposizione dei comuni colpiti 5 milioni, “così come aveva fatto a suo tempo la giunta di Sergio Chiamparino”, senza attendere le decisioni del Governo. Ma non c’è solo la fragilità del territorio: “La riduzione nel 2010 di 18 milioni va a colpire l’obiettivo di bilancio che prevedeva l’estensione a tutta la regione degli assegni di cura fino ad ora limitati alla città di Torino. Per questo – spiegano i consiglieri del Pd – chiediamo di incrementare di 18 milioni il capitolo delle fragilità sociali”.

Per i Dem anche l’annunciata esenzione per tre anni dal pagamento del bollo per chi acquista un’auto nuova in sostituzione di una Euro 4 o precedenti “è l’ennesima promessa non mantenuta” visto che “nulla di tutto quanto annunciato con due ordine del giorno di Forza Italia e votati dalla maggioranza non c’è in assestamento”. 

Altra questione che i dem ritengono cruciale per la ripresa e lo sviluppo economico è quella del riutilizzo dei 200 milioni di fondi di FinPiemonte. La maggioranza ha previsto di spalmarli in tre anni, mentre i dem chiedono “un’ accelerazione del piano di investimenti a favore del tessuto produttivo spostando 56 milioni dal 2021 all’anno precedente”. Altri 5 milioni dovrebbero, nelle richieste avanzate dalla minoranza, essere destinati a sgravi fiscali attraverso l’esenzione dell’Irap per 5 anni a favore delle startup innovative. E per l’ex presidente Chiamparino quello del centrodestra è un "assestamento senza attualità" è sempre il predecessore di Alberto Cirio a dire che "con le nostre proposte cerchiamo di dargli un po' di qualità”. E magari anche un po’ di sveglia su alcune situazioni ferme ormai da troppo tempo. “Basta con incertezze sulla Città della Salute di Novara” avverte Ravetti. “Affrontare situazioni e fare scelte è un dovere per chi governa. L’assessore alla Sanità Luigi Icardi mostra di essere lontano dall’assumersi responsabilità su questa vicenda”.

Sulla Città della Salute il Pd presenterà, come peraltro annunciato nei giorni, scorsi un emendamento. “Due mesi fa il presidente Cirio a margine di una Giunta dedicata riunita a Novara aveva annunciato l’imminente presentazione di una norma regionale per garantire gli investimenti necessari per la realizzazione della Città della Salute. Al momento nessun documento è stato presentato dall’esecutivo. Ho atteso fino all’ultimo giorno – spiega il consigliere novarese del Pd Domenico Rossi  – nella speranza che la Giunta approvasse una norma dedicata e condividendo con l’assessore il tentativo di ottenere il massimo risparmio possibile: ora però il tempo è scaduto. Questo non è però il momento della polemica, bensì della proposta e mi auguro che questo emendamento possa essere un contributo alla soluzione del problema”.

print_icon