Documenti e certificati, all’ufficio postale

Piano top secret del Comune di Torino per cedere servizi di anagrafe a livello periferico. Ci sarebbe già l'ok di Fassino, ma l'assessore Gallo smentisce: “Voci montate ad arte”

IN CODA All'anagrafe

Il piano è top secret, per evitare di creare allarmismi tra i dipendenti e casi di labirintite ai cittadini. Ma la notizia è certa: il Comune di Torino sta studiando di cedere un pezzo del servizio anagrafe alle Poste Italiane. Un modo per implementare il servizio e risparmiare sui costi di gestione. Beninteso, l’anagrafe centrale resterà sotto il controllo diretto di Palazzo Civico, verrebbero soppresse solo quelle periferiche delegando i servizi agli sportelli postali, che magari potrebbero pure farsi carico di una parte dei dipendenti che oggi gravano sulle casse del Comune, mentre gli altri verrebbero dislocati altrove nella macchina comunale. Al progetto stanno lavorando alacremente il direttore generale Cesare Vaciago e il suo vice Giuseppe Ferrari. Ci sarebbe già anche l’ok del sindaco Piero Fassino, ma intanto negli uffici di via Corte d’Appello, sede dell’assessorato, rischia di scoppiare un caso.

 

Interpellato dallo Spiffero, l’assessore competente Stefano Gallo ammette l'esistenza di un progetto, anche se parla di «voci infondate, messe in giro ad arte per creare delle forzature». Per ora Gallo non è affatto convinto di questo piano: «Prima mi si dica quanto ammonterebbe il risparmio e come verrebbero gestiti i nostri dipendenti». Al momento si starebbe valutando un periodo di sperimentazione per implementare il servizio anagrafe fuori dalla cinta daziaria comunale («metti che a un cittadino di Roma serva un certificato dal Comune di Torino») avvalendosi appunto degli uffici postali. Insomma ci tiene a precisare: «A oggi non c’è niente di più» facendo trapelare tutto il suo fastidio per la fuga di notizie.

 

Il progetto anagrafe, intanto, sembra essere l’ennesimo atto di “insubordinazione” che rischia far deflagrare un rapporto definito sempre più teso tra Gallo e il suo direttore Ferrari, tacciato di iperprotagonismo. Una disputa in casa socialista che rischia di far saltare un asse molto forte in virtù del quale il grand commis comunale si era trasferito dal settore Commercio allo Sport, Anagrafe e Decentramento (quest’ultimo in capo all’assessore Mariacristina Spinosa). 

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