OPERE & OMISSIONI

Metro 2, "fuffa" a Cinquestelle

Nel profluvio di annunci sulla seconda linea si aggiungono anche i consiglieri grillini: "Partiamo da Nord e la facciamo tutta pubblica". Intanto non c'è un progetto preliminare approvato, non si sa quanto costerà e con che tecnologia sarà realizzata

Come quattro amici al bar: si sono incontrati, ne hanno discusso e alla fine hanno annunciato con un comunicato stampa che la seconda linea della metropolitana, realizzata con 828 milioni non ancora stanziati da una legge di bilancio impantanata in Consiglio dei ministri, partirà da Nord come previsto da un progetto che ancora non è stato approvato in giunta e sarà finanziata interamente con risorse pubbliche, pur non sapendo quale sia il budget per quella tratta. Basta poco, che ce vo’.

“Il gruppo consiliare di maggioranza del Movimento 5 Stelle, dopo aver discusso le diverse alternative di percorso e le ipotesi di finanziamento per la realizzazione, ha chiesto e concordato con la Giunta la realizzazione prioritaria del primo tratto che collegherà la periferia nord della città con la stazione di porta nuova, dove la linea 2 interscambierà con la ferrovia e la linea 1 – si legge in una nota diffusa in serata –. Gli 828 milioni di euro, già annunciati e che saranno stanziati in finanziaria, consentiranno, come già chiesto, di mantenere pubblica la gestione della linea”. A leggere così sembra tutto facile eppure parliamo di un’opera che dopo tre anni e mezzo di discussioni, ipotesi, convegni e dibattiti ancora non ha un progetto preliminare approvato, primo step per arrivare a un progetto definitivo e poi a un esecutivo. Perché se non si arriva qui è impossibile anche solo immaginare come sarà la futura linea 2 della metropolitana. È l’esecutivo infatti che stabilisce il costo effettivo dell’opera (la stima di Systra, che ha redatto il progetto preliminare, parla di 4 miliardi di cui 1,5 miliardi circa per la tratta Nord da Porta Nuova a Rebaudengo). Anche perché non è ancora stata stabilita la tecnologia della nuova metropolitana che attraverserà da Nord a Sud la città, 23 fermate da Anselmetti a Rebaudengo: guida autonoma come la linea 1? Chissà. L’importante è che sia “tutta pubblica”. Smentita anche l’assessora ai Trasporti Maria Lapietra che aveva prospettato nei giorni scorsi l’ipotesi di realizzare l’opera attraverso un “project financing”, con l’attivazione di fondi privati in grado di raddoppiare lo stanziamento pubblico, raggiungendo così un budget complessivo di 1,6 miliardi. Chi metterà i soldi mancanti? Nessuno lo spiega.

Nel Pd c’è chi definisce questo profluvio di annunci “fuffa”, è il caso dell’ex senatore Stefano Esposito, colui che riuscì a far finanziare il prolungamento della Metro 1 fino a Rivoli. Curioso, inoltre, che a pochi giorni dall’arrivo a Torino del ministro Paola De Micheli sia la maggioranza M5s e non la sindaca con una conferenza stampa a dare i dettagli dell’operazione. “In tempi brevi avremo il progetto definitivo e i bandi successivi per far partire i cantieri” assicurano i Cinquestelle. Se saranno bravi, visti i tempi tecnici necessari per bandire tre gare pubbliche (di cui una europea), i lavori potrebbero iniziare tra due anni e mezzo, a metà 2022, quando probabilmente non saranno più loro a occuparsene.

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