Monge

Torino, stangata record: 886 milioni

Settimana di fuoco in Sala Rossa per approvare il bilancio più duro degli ultimi vent'anni. Rispetto al 2010 le tasse raddoppiano, ancora insufficienti i tagli alla spesa. Crollano gli investimenti

Cinque giorni ad alta tensione. Da lunedì al venerdì il Consiglio comunale di Torino – convocato quasi in seduta permanente, inizierà l’esame del bilancio previsionale 2012, il più duro degli ultimi vent’anni per i torinesi anche perché sarà la manovra che dovrà far rientrare Palazzo Civico nel patto di stabilità. Tasse, dismissioni e (pochi) tagli alla spesa, come i 22 milioni risparmiati sul personale: questa è la ricetta proposta dall’assessore Gianguido Passoni. Nelle ultime ore la maggioranza ha trovato l’accordo sulle detrazioni Imu per i proprietari di alloggi affittati a canoni convenzionati, case popolari e cooperative, oltre all’esenzione totale delle onlus per gli edifici usati per fini non commerciali. Un pacchetto da oltre 3 milioni di euro, più un milioncino che dovrebbe essere inserito nel fondo perequativo destinato al sostegno di disoccupati e famiglie in difficoltà. Una intesa che ha riportato un filo di luce in una coalizione lacerata da rancori e guerre intestine e sulla quale gravano ancora molti contrasti, a partire dalle dismissioni del patrimonio azionario, di cui molti avrebbero fatto a meno.  

 

Il conto economico chiude a 1,329 miliardi, le entrate tributarie passano dai 746 milioni dello scorso anno a 886 registrando un aumento superiore al 15% (un dato che raddoppia se paragonato con il rendiconto 2010 e sul quale pesa in particolare il capitolo Imu). I trasferimenti e contributi da altri enti saranno di 110 milioni, rispetto ai 135 del 2011, in costante decrescita ormai da tempo, tanto da far alzare progressivamente l’incidenza di tasse e tributi sulle entrate complessive (dal 34% del 2010 al 67% del 2012). Un bilancio sul quale pesa enormemente il debito di 3,3 miliardi, per il quale la città pagherà 113 milioni di ammortamento sulle rate dei mutui, mentre la crisi fa crollare il fondo per gli investimenti a 204 milioni (si pensi che dal 2002 al 2006 la media superava di gran lunga il miliardo, ma quelli erano i tempi d’oro della metropolitana e delle infrastrutture per le Olimpiadi). Per rilanciare il settore e per abbattere il debito monstre la giunta Fassino cederà il 28% delle quote di Sagat (Aeroporto), il 49% di Gtt (Trasporti), il 49% di Amiat (Rifiuti) e l’80% di Trm (Inceneritore). C’è da mettere fieno in cascina per abbattere il debito che quest’anno calerà di circa 80 milioni.

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